SILENZIO. Rispetto innanzitutto
Funzionerebbe così, sin dai tempi dell’ antica Roma e anche prima.
Ognuno di noi conosce i casi propri e , ammesso che sia in grado di riconoscerli, i propri errori o peccati, tant ‘ è che , molto saggiamente nei Vangeli è scritto che contro l’ adultera nostro Signore Gesù Cristo invitò a scagliare la prima pietra proprio chi si ritenesse senza peccato.
L’ unico che li conosce tutti e che può giudicare è il buon Dio , gli dei per i romani, Visnu’ o le scie chimiche o chi vi pare.
Se giudichiamo un uomo in punto di morte ci arroghiamo di essere Dio, ci riteniamo senza peccato, esprimiamo un giudizio etico e morale senza che nessuno abbia ancora giudicato noi.
Agli uomini è riservato un giudizio di cabotaggio molto minore, quello storico , il quale per i più limitati mezzi dell’ uomo ha bisogno di tempo ( spesso infatti definito come ” galantuomo”) , di applicazione, di considerazioni, di contesti , di metodo.
Nelle circostanze della morte il minimo comune denominatore non dovrebbe essere il Giudizio ma il Rispetto, per chi non provasse dolore
L’ orgia di giudizi etico- morali di questi giorni è semplicemente nauseabonda, è una di quelle cose che denotano maggiormente la presunzione, la caratteristica principale dello stupido.
E per una legge quasi naturale tutta la presunzione più spocchiosa e miserabile, così come le acque dei ghiacciai da rivoli convergono verso il letto dei fiumi, prende la strada di quell’ area politica che va dalla sinistra estrema ai 5 stelle.
In realtà più che un fiume lo Stige, un corso maleodorante di miseria umana.
P.S. Credo di aver preso le parti di Berlusconi molto più da quando è morto di quanto non lo abbia fatto in vita, quando forse avrei potuto avere qualche interesse a farlo, ma questo fa parte del personaggio che sono io…
Giuseppe Tarantini
