Il Governo lavora per il rinvio della ratifica del Mes a dopo la pausa estiva del Parlamento, con l’obiettivo di trovare nei prossimi mesi una quadra con la Lega e parte di Forza Italia. A Giorgia Meloni serve tempo e proprio questo si sta spiegando a Bruxelles in una serrata interlocuzione che sembra dare i primi frutti, tant’è che un portavoce della Commissione affronta il tema con toni concilianti limitandosi a ricordare che “la ratifica del trattato Mes modificato aggiungerebbe un ulteriore livello di protezione per i cittadini dell’area dell’euro e migliorerebbe la resilienza complessiva dell’Europa” ma che, comunque, “è chiaro che la decisione finale sulla questione spetta al Parlamento italiano”. Sul fronte interno è partita dal giorno della diffusione della lettera del Mef alla Camera, favorevole al meccanismo salvastati, l’interlocuzione politica per lo slittamento della discussione parlamentare a settembre.
Domani è attesa una Capigruppo che dovrebbe prendere una decisione e sarà determinante un accordo perché proprio in quelle ore la Commissione esteri di Montecitorio voterà il progetto di legge di ratifica, pronto ad essere discusso in Aula il 30 giugno. Giorgia Meloni ha già detto con chiarezza che sarebbe “opportuno” un rinvio anche perchè nelle stesse ore la premier sarà in Aula per le consuete comunicazioni che precedono il Consiglio europeo. L’obiettivo dunque è scavalcare l’estate, un tempo che sembra essere stato metabolizzato, con qualche difficoltà, anche in Europa. A Bruxelles non si vogliono quindi far barricare su un eventuale slittamento del voto dal 30 giugno a settembre, l’obiettivo principale era e resta quello di avere la ratifica in tempo utile affinché dal primo gennaio del 2024 il Mes possa assolvere la funzione di backstop per la garanzia sui depositi bancari dei risparmiatori, così come era stato previsto nel 2021 quando venne varata la riforma.
