Fisco, Salvini insiste: pace fiscale nel programma elettorale del centrodestra

Matteo Salvini non molla. La sua crociata anti fisco va avanti. “Un fisco equo ed amico è un obiettivo dichiarato del programma elettorale del centrodestra, tanto da essere citato esplicitamente al punto 4 delle proposte su cui gli elettori ci hanno premiato. Dobbiamo agire con buonsenso, aiutando milioni di italiani che hanno dichiarato i propri redditi ma che non sono riusciti a pagare le tasse o che non ce l’hanno fatta a tornare a lavorare. Così consentiremo anche allo Stato di incassare soldi che altrimenti non avrebbe mai”, afferma in una nota il vicepremier e ministro dei Trasporti.

“Io parlo a nome di milioni di italiani che hanno fatto la dichiarazione dei redditi e poi per questioni legate al Covid e alla guerra non sono riusciti a pagare tutti gli euro dovuti. Piuttosto che tenerli come fantasmi in ostaggio, chiediamo loro una parte del dovuto. Lo Stato incassa e liberiamo questi milioni di cittadini”, aggiunge in un punto stampa Salvini. “Per gli evasori totali che non hanno mai fatto una dichiarazione dei redditi il posto è la galera”, aggiunge, sottolineando che la proposta di pace fiscale “era nel programma elettorale del centrodestra, è di buon senso, lo Stato ci guadagna, quindi andremo fino in fondo”.

Arrivate le dure parole prima del direttore dell’Agenzia delle Entrate e poi del ministro della Funzione Pubblica, Paolo Zangrillo, Zangrillo. “Siamo al fianco dei cittadini che vogliono continuare ad avere un corretto rapporto con il fisco e assicurare da parte di tutti il pieno e leale rispetto delle regole fiscali. Perché questo deve essere chiaro: il contrasto all’evasione non è volontà di perseguitare qualcuno.

L`Agenzia è una amministrazione dello Stato, non un`entità belligerante”, aveva detto il direttore dell`Agenzia delle entrate, Ernesto Maria Ruffini, intervenendo all’iniziativa “Facciamo semplice l`Italia”. Per poi aggiungere: “Pagare le tasse, ha proseguito, “è un fatto di giustizia nei confronti di tutti coloro che, e sono la stragrande maggioranza, le tasse anno dopo anno le pagano e le hanno pagate sempre fino all’ultimo centesimo anche a costo di sacrifici e nonostante l’innegabile elevata pressione fiscale; di coloro che hanno bisogno del sostegno dello Stato, erogato attraverso i servizi pubblici con le risorse finanziarie recuperate”.

Matteo Salvini ha proposto in questi giorni “una grande e definitiva pace fiscale” per le cartelle sotto i 30mila euro. Proposta che non è stata presa benissimo dagli alleati di Fratelli d’Italia e di Forza Italia che, infatti, la definiscono “un condono”.

Non c’è la volontà di aprire un nuovo fronte con Salvini e nessuno fa trapelare “irritazione” o “irrigidimenti” dalle parti di palazzo Chigi, perché in fondo, ma tutti confidano nel fatto che sarà il ministro Giorgetti a spiegare al suo collega Salvini che non ci sono le condizioni per realizzare questa proposta. In effetti, dalle parti di via XX settembre predicano “prudenza”.. I primi dati disponibili arriveranno a metà ottobre e quindi, se Salvini ne sarà ancora convinto, potrà riproporre la sua idea nella futura legge di bilancio.

In ogni caso, assicurano fonti di FdI, la proposta di Salvini non entrerà nella riforma del Fisco, che è giá stata approvata alla Camera ed è da oggi all’esame del Senato. L’obiettivo è chiudere la partita prima della pausa estiva, per mettere in carreggiata i decreti attuativi a settembre e rendere le nuove misure operative a partire dal prossimo gennaio.

 

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