Il Governo mette un punto al Reddito di Cittadinanza, il sussidio marchiato Movimento 5 Stelle che fino ad oggi veniva erogato a 169mila beneficiari, ma che ha anche seminato truffe per le dichiarazioni mendaci allo scopo di accaparrarsi l’appetitoso reddito. Dopo l’invio di 169mila sms sulla fine dell’erogazione del Reddito di Cittadinanza, scoppiano polemiche dalle opposizioni, persino dal PD, che aveva votato contro questa misura assistenziale. La segretaria dem Elly Schlein alza la voce: “Chiediamo al governo di venire a riferire al più presto perché è incredibile non solo che abbiano deciso di fare la guerra ai poveri, ma anche che non abbiano preparato minimamente questi passaggi accompagnando con una corretta informazione e dando sostegno alle misure che devono essere messe in campo di supporto”.
La replica di Fratelli d’Italia non si è fatta attendere: “Penso che il Pd debba stare molto attento ad andare sulle barricate, atteso che ha votato contro il reddito di cittadinanza quando venne istituito. Quanto ai 5 Stelle, penso che anch’essi debbano stare molto attenti a ciò che dicono, avendo proclamato da un balconcino, con brindisi, la fine della povertà. Ma se oggi si parla di lavoro povero evidentemente hanno preso in giro la gente». Lo ha detto il presidente dei deputati di Fratelli d’Italia Tommaso Foti in un’intervista a Libero.
Vediamo nel dettaglio cosa cambia:
Le famiglie che percepiscono attualmente il Reddito di Cittadinanza e che hanno nel nucleo minori, disabili, persone con più di 60 anni o in carico ai servizi sociali perché “non attivabili al lavoro”, continueranno a riceverlo fino a dicembre 2023. In alternativa dovranno presentare la domanda per l’Assegno di Inclusione che partirà dal mese successivo, gennaio 2024.
Per avere l’Assegno di Inclusione bisognerà presentare un ISEE inferiore ai 9.360 euro e il reddito familiare sotto una certa soglia. L’importo massimo sarà di 500 euro per una persona single, a cui potranno essere aggiunti 280 euro per l’affitto, e sarà erogato per un massimo di 18 mesi.
La misura alternativa che invece coinvolge le persone ritenute in grado di lavorare (con età tra i 18 e i 59 anni, senza minori o persone con disabilità a carico) è il Supporto per la formazione e il lavoro, ed entrerà in vigore da settembre 2023.
La misura prevede un’indennità che viene riconosciuta a chi partecipa a corsi di formazione o politiche attive per il lavoro. L’importo mensile in questo caso sarà di 350 euro per la durata della formazione o altri progetti dedicati all’inserimento lavorativo per un massimo di 12 mesi, una tantum, non potrà dunque essere rinnovato. Per poterlo ottenere l’ISEE non deve essere superiore a 6mila euro.
