Alemanno deluso da Meloni: “servono cambiamenti veri, lei in continuità con Draghi”

L’ex sindaco della Capitale, Gianni Alemanno, ha lanciato un sondaggio ad Orvieto: c’è spazio per un nuovo movimento che unisca le voci del dissenso, dai no-Green Pass ai pacifisti e ai cattolici, da sempre attenti alle minoranze e alle questioni social?  Che unisca i delusi dal Governo Meloni? “Il sondaggio dimostra che in Italia esiste uno spazio elettorale per una nuova formazione politica che interpreti una credibile speranza di cambiamento. L’ho detto chiaramente nella mia relazione conclusiva: c’è un’onda di cambiamento che da almeno venti anni attraversa i partiti, da Berlusconi a Renzi, da Grillo a Salvini e che oggi è arrivata a Giorgia Meloni. Gli elettori chiedono una profonda trasformazione della situazione sociale ed economica del nostro Paese, che sta peggiorando di anno in anno”, afferma all’AGI Alemanno a conclusione del ‘Forum dell’Indipendenza Italiana‘, tenutosi in Umbria sabato e domenica su iniziativa di 38 sigle delle destra sociale e dei mondi del dissenso.

“Votano la proposta innovativa che sembra più credibile, poi non vedono nessuna sostanziale novità, rimangono delusi e vanno oltre. Anche Giorgia Meloni corre questo rischio se continuerà nelle sue politiche in continuità con quelle di Mario Draghi, dopo che è stata votata proprio perché era l’unica opposizione a quel governo. Noi rivolgiamo un appello alla premier perché attui una profonda revisione della sua linea politica, prima che tutto ciò accada. Deve portare l’Italia fuori dal conflitto in Ucraina, deve differenziare le sue posizioni da quelle del presidente Biden e della Commissione europea non sprecando le opportunità offerte dalla nuova Via della Seta, deve aprire al salario minimo e trovare un’alternativa credibile al reddito di cittadinanza, deve archiviare la confusa proposta di autonomia differenziata che rischia di spaccare definitivamente il paese”, aggiunge l’ex ministro e attuale portavoce del comitato ‘Fermare la Guerra’.

“Ma se tutto questo non accadrà, in autunno siamo pronti ad occupare quello spazio potenziale del 10% che il sondaggio di Noto ci attribuisce. Oggi abbiamo lanciato il ‘Manifesto di Orvieto‘ su cui raccoglieremo le adesioni e cercheremo di attivare un confronto costruttivo con la politica ufficiale. Ma non ci fermeremo se non trovero risposte adeguate e concrete”, conclude Alemanno.

 

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