Alla fine, il Senato rimanda a settembre la discussione sull’autonomia differenziata. L’atteso rush finale sulla Riforma Calderoli slitta dopo la pausa estiva. Le opposizioni hanno scongiurato in commissione Affari costituzionali del Senato il voto degli emendamenti che significa tenere aperta la possibilità di ascoltare ancora il comitato tecnico sui Lep. Pd, M5S e AVS hanno ottenuto, oltre alla garanzia sull’audizione del Comitato per i Livelli essenziali delle prestazioni (Clep). Il grimaldello che ha permesso di sbloccare la situazione è però un emendamento di FdI che riscrive completamente l’articolo 3 del provvedimento, proprio la parte che riguarda la determinazione dei Lep. È il frutto, assicurano da FdI, di una paziente mediazione tra FdI e Lega. Il risultato, particolarmente gradito alla premier Meloni, blinda in sostanza la definizione dei Lep e impone alcuni paletti, ritenuti, a destra e a sinistra, indispensabili per non avere un’Italia a due velocità. Tra le novità della proposta di modifica la tutela dell’interesse nazionale contro il rischio di creare disparità tra Regioni e il rispetto della centralità del Parlamento.
L’emendamento, firmato anche da Maria Stella Gelmini di Azione, mette nero su bianco che i livelli essenziali di prestazione devono essere garantiti “su tutto il territorio nazionale” e vanno individuati attraverso decreti legislativi da adottare entro 24 mesi dall’entrata in vigore della legge”. Inoltre, le nuove condizioni chiamano in causa sia il governo che il Parlamento. Infatti, si parla ora di decreti legislativi e non di Dpcm come avrebbe voluto Calderoli. Questo significa che serve la proposta del premier e del ministro per le Autonomie, di concerto con i ministri competenti, e pure il nulla osta della Conferenza unificata. Corretta la proposta ora il disegno di legge è più equilibrato perché evita differenze tra Nord e Sud d’Italia e garantisce che il Parlamento non sia escluso dall’iter. I leghisti da parte loro incassano il nuovo passo con disinvoltura e avvertono: “Oggi abbiamo tracciato una road map chiara, ma da settembre vogliamo procedere spediti senza più impedimenti”. Intanto sul tavolo della commissione, alla ripresa prevista per martedì 5 settembre alle 14.00, attendono il voto oltre 500 emendamenti e quei voti saranno un banco di prova per il Governo e la maggioranza.
