Fi vuole prorogare il Superbonus. Mef: è escluso

Superbonus, lavori in corso. “Sul superbonus stiamo ancora discutendo perché è una misura costata 130 miliardi, una vera voragine per i conti dello Stato – ha detto il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, a margine del convegno ‘Manovra 2024.

Il fatto che la seduta dell’11 novembre scorso della commissione Bilancio al Senato sia durata meno di un’ora la dice lunga sulla difficoltà che il governo sta incontrando sulla strada della Manovra.

Uno stallo che provoca le reazioni e delle opposizioni. Tutti i gruppi di fatti, lasciano i lavori della Commissione. “È’ ridicolo e imbarazzante – dichiara Beatrice Lorenzin. Le opposizioni sostengono che torneranno a prendere parte ai lavori della Commissione quando gli emendamenti del governo e dei relatori saranno stati presentati.

Nella maggioranza si fanno largo desideri, come quello di una sorta di proroga del superbonus. La suggestione arriva da Forza Italia. Il senatore azzurro, Dario Damiani: “Penso che ci possa essere qualcosa per chiudere qualche stato di avanzamento dei cantieri in maniera non onerosa”.

In sostanza, si fisserebbe al 10 gennaio 2024 la possibilità di presentare il Sal straordinario attestando i lavori realizzati entro il 31 dicembre 2023 con la relativa documentazione.  Su questi lavori si applicherebbe il 110% con sconto in fattura, su tutto il resto si applicano le percentuali di detrazione in vigore per il 2024.

Per il 2024 non c’è onere”, spiega Liris, aggiungendo che “una proroga sarebbe troppo onerosa, costerebbe 4,5 miliardi al mese. Potrebbe essere utile per il completamento ordinato di alcuni lavori, ma non ce lo possiamo permettere”.

Il Mef smentisce, si affretta a smontare la suggestione di Forza Italia. “Il ministero dell’Economia e delle finanze esclude e smentisce qualsiasi ipotesi di proroga del superbonus circolata in queste ore e pubblicata da alcuni organi di stampa”, si legge in una nota del Mef.

Almeno una decina per ogni gruppo della maggioranza, chiede Forza Italia. In commissione arriverà prima l’emendamento sugli investimenti, che l’11 novembre è rimbalzato per tutto il giorno tra Palazzo Chigi e la Ragioneria.

Il finanziamento del Ponte di Messina cambierà veste: l’ipotesi più accreditata parlava di una rimodulazione delle quote che saranno coperte con il Fondo per lo sviluppo e la coesione (Fsc).

In tutto ciò, i gruppi parlamentari devono ancora mettersi d’accordo su come spendere il “tesoretto” da 100 milioni (50 in spesa corrente, l’altra metà in conto capitale, per gli investimenti).

Il capogruppo del Pd, Francesco Boccia, propone alla maggioranza di convergere su una sola misura, per evitare una polverizzazione: “Non intendiamo sederci al tavolo delle micro norme o delle norme territoriali e settoriali”, dice.

I dem fanno asse con M5S e Avs, rievocando il rischio dell’esercizio provvisorio. Il senatore pentastellato, Stefano Patuanelli, sottolinea: “Se non diamo una mano si va dritti dritti lì: qui non si tratta di fare ostruzionismo, ma di aiutare un governo di incapaci che non è in grado di portare a casa la legge di bilancio”.

La legge di bilancio, approderà nell’aula di palazzo Madama il 18 dicembre così come stabilito dall’ultima conferenza dei capigruppo.

“Nonostante i lavori a rilento in Commissione bilancio al Senato sulla manovra puntiamo a portare il provvedimento in Aula il 18 dicembre come stabilito dalla Conferenza dei capigruppo”, riferisce la sottosegretaria al Mef, Lucia Albano. Alla domanda se per quell’ora sarà stato presentato l’emendamento del governo sul Ponte sullo Stretto, Albano risponde così: “Spero di sì. Sarà presentato nelle prossime ore”.

La premier incontra Fontana, nello studio del presidente della Camera, tra Lorenzo Fontana, la premier Giorgia Meloni e i capigruppo di centrodestra per discutere dell’iter della manovra.

Notizia che scatena le opposizioni. “Secondo un lancio di agenzia il presidente della Camera alle 15 incontrerebbe la premier e i soli capigruppo di maggioranza. Sarebbe un fatto inedito e grave, in contrasto con il profilo di garanzia del presidente della Camera. Mi auguro che Fontana smentisca”, scrive sui social il deputato Pd ed ex ministro del Lavoro, Andrea Orlando.

Poi a seguire la smentita della presidenza della Camera: “Nella giornata di oggi non sono previsti incontri tra il Presidente della Camera e il Presidente
del Consiglio con i capigruppo di maggioranza”, si legge in una nota.

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