È il presidente del Cnel Renato Brunetta a lanciare l’allarme, intervenendo nella seconda audizione convocata dalla Bicamerale sugli Enti di previdenza, dopo il «debutto» una manciata di giorni fa della Corte dei Conti; «l’immigrazione, se regolare, può essere una risposta anche allo squilibrio contributivo», ha proseguito, puntando l’indice su quello che ha definito «il difetto» della riforma Dini la legge 335/, ossia «aver scaricato l’equilibrio del sistema sui futuri pensionati, salvaguardando soprattutto i lavoratori più anziani».
Per Brunetta, il «nodo» per le nuove generazioni non è la qualità dell’occupazione, e «la natura delle carriere, discontinue», esercitate tra «precarietà e crisi». Fra gli interventi, quello della senatrice Susanna Camusso (Pd), che ha posto l’accento sul fenomeno dell’«evasione contributiva» e sulle sue conseguenze sulle pensioni percepite.
Infine, il numero uno del Cnel ha suggerito «un cambio di paradigma»: «Una volta», ha detto, «svolgevano anche funzioni di supplenza, rispetto alla mancanza di offerta di servizi dello Stato. È ancora così? O non devono, invece, essere rivisti, alla luce di quello che sta succedendo nel mondo?», si è chiesto, menzionando l’Intelligenza artificiale con cui, ha concluso, con riferimento ai giornalisti, «mi dicono, sono scritti molti articoli».
