In un comizio in New Hampshire, Donald Trump dà un duro giudizio nei confronti dei migranti, affermando che essi “avvelenano le istituzioni mentali e le prigioni di tutto il mondo, non solo in America del Sud ma da tutto il mondo”. Donald Trump non è nuovo in questo tipo di affermazioni: lo stesso concetto lo aveva espresso durante la sua campagna elettorale nel 2016. Joe Biden aveva risposto che parlare di “sangue dell’America avvelenato, riecheggia frasi usate dai nazisti”.
L’ex presidente USA ha citato il giudizio dato dal presidente russo Putin in merito alle decine di incriminazioni che il tycoon deve fronteggiare: “queste sono la prove del marcio del sistema politico americano, che non può pretendere di insegnare agli altri la democrazia”.
Poi esprime la sua stima per il premier ungherese che si presenta come modello di leader di paese “illiberale” ed è su posizioni estreme in materia di immigrazione. Un leader per Trump “massimamente rispettato”, ricordando di essere stato lodato da lui come “l’uomo che può salvare il mondo occidentale”.
