Dopo mesi di tensioni e rinvii a sorpresa la proposta di ratifica della riforma del Meccanismo europeo di stabilità presentata dalle opposizioni arriva al voto in Aula e viene bocciata da una parte della maggioranza che si divide, con FdI e Lega che votano contro e Forza Italia che si astiene.
Ma anche l’opposizione si divide, con Pd, Iv, Azione e +Europa che votano a favore, Avs che si astiene e i 5 Stelle, come ampiamente annunciato da Giuseppe Conte, che votano contro.
L’ordine di scuderia sembrava quello di tenere ancora sospeso il parere e rimandare a gennaio in assemblea. Ma già nella tarda serata di ieri iniziava a circolare l’intenzione della maggioranza di arrivare invece al voto.
Il parere contrario della Bilancio apre la porta alla bocciatura dell’Aula, che si consumerà di lì a poco grazie a una inaspettata inversione dei lavori proprio per consentire il voto sul Mes prima della pausa natalizia e prima dell’arrivo della manovra.
Che il Mes non fosse di grande “interesse” italiano, che ha un sistema bancario “tra i più solidi” lo dicono anche da Palazzo Chigi, dove si “prende atto” del voto e si sottolinea che, anzi, “può essere l’occasione per avviare una riflessione” su “nuove ed eventuali modifiche” al Mes, “più utili all’intera Eurozona”, un ragionamento che Giorgia Meloni avrebbe già fatto a Bruxelles con Emmanuel Macron e con la stessa Ursula von der Leyen.
Se i parlamentari hanno saputo all’ultimo che si votava, della decisione non sarebbe invece stato informato preventivamente il Quirinale e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
