Acca Larenzia, Rampelli: non siamo fascisti. A sinistra si diranno mai anticomunisti?
Il vicepresidente della Camera di Fratelli d’Italia Fabio Rampelli, intervenendo a Omnibus su la 7, dice la sua sui fatti di Acca Larenzia, in particolare in merito alle accuse provocatorie e di cattivo gusto della sinistra contro l’Esecutivo di Giorgia Meloni, il quale non avrebbe fatto i conti con il passato e non avrebbe sufficientemente preso le distanze dai saluti romani di CasaPound, al termine della commemorazione dei tre giovani militanti del FdG freddati da un commando di estrema sinistra davanti alla sede missina di via Acca Larenzia il 7 gennaio 1978. “Siamo sempre in attesa che la sinistra italiana si dichiari anticomunista. Chissà se accadrà mai”, dice l’esponente FdI rispondendo alla solita domanda: ‘Lei si dichiara antifascista?.
Rampelli spiega che la sua è una appartenenza a una destra moderna, conservatrice, nazionale che ormai da anni non ha nulla a che fare col fascismo. Non vale lo stesso discorso per la sinistra, che mai esplicitamente prende le distanze dal comunismo. Il parlamentare di Fratelli d’Italia sottolinea: “L’Europa ha subito il comunismo, dichiararsi anticomunisti è un dovere”.
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