Dopo il vertice di Palazzo Madama sul premierato, la maggioranza è compatta sulla necessità di mantenere il punto fermo dell’elezione diretta del premier, ma apre all’ipotesi di modifiche sui due nodi che ancora restano da sciogliere, ovvero la soglia del premio di maggioranza e il cosiddetto “premier di riserva”.
“La volontà è di andare avanti in questa riforma che è centrale per il programma del Governo” sottolinea il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani.
Gli fa eco il capogruppo di Forza Italia al Senato Maurizio Gasparri che spiega come l’intenzione sia quella di “agire congiuntamente su eventuali ritocchi.
Dal canto suo, la ministra Elisabetta Casellati, dopo il vertice nel quale “si è respirata un’ampia armonia”, ribadisce che “l’unico punto irrinunciabile è l’elezione diretta del presidente del Consiglio.
Si farà un approfondimento e se ci saranno dei correttivi, e sottolineo se, saranno correttivi ed emendamenti sottoscritti da tutta la maggioranza”.
Anche per il ministro Luca Ciriani, “il principio cardine di questa riforma, che è la stabilità e la coerenza tra il voto e il Governo, non può essere messo in discussione. Ragioniamo con tutti, ma non si torna indietro rispetto a questi obiettivi. Sul resto valuteremo, ci saranno altri incontri. Deciderà anche la presidente Meloni su come procedere”.
