Ma la domanda che continua a rimbalzare, in vista delle elezioni europee, è se Elly Schlein si candiderà o meno. Lei non ha sciolto la riserva e sul punto il silenzio è massimo. Certamente peserà anche la decisione della premier Giorgia Meloni sulla sua candidatura come capolista di FdI. Chissà se Schlein scioglierà la riserva il 27 gennaio quando sarà a Cassino, per il Giorno della Memoria, prima tappa della campagna elettorale.
Sulla decisione della Schlein, Matteo Orfini non risponde e sulla decisione di riunirsi a Gubbio rimarca: “Si poteva fare anche a Montecitorio ma quello non è un clima che consente il dialogo, lo spirito di gruppo e lo stare insieme è sempre utile”.
Ieri, in un’intervista Andrea Orlando l’ha sollecitata: “I pro e i contro sono ormai chiari”, dunque, “decida”. E sempre di giovedì è la lettera di un nutrito gruppo di donne del partito, tra cui le senatrici Valeria Valente e Simona Malpezzi, che hanno evidenziato le “molteplici conseguenze negative” che l’ipotesi avrebbe sulle “candidature femminili e sull’immagine complessiva del Pd”.
Domani la terza sessione “Un patto tra generi e generazioni, un’altra idea di futuro” con il commissario Ue al Lavoro e ai Diritti sociali Nicolas Schmit. La segretaria è attesa questa mattina e parlerà alle 11.30, ma ha già in programma di rimontare in macchina per andare a Cantiano, nelle Marche, dove alle 12.30 incontrerà il sindaco del Paese colpito dall’alluvione del 2022. Dei 69 deputati del gruppo a Montecitorio, ne mancano circa una decina, “tutti giustificati per impegni istituzionali o parlamentari” assicurano dal gruppo: Enrico Letta è all’estero e Stefano Vaccari impegnato con il gran Giurì della Camera sullo scontro Meloni-Conte in merito al Mes; tra gli assenti l’ex Ministro Lorenzo Guerini, l’ex Ministra Paola De Micheli e Chiara Gribaudo.
