Non finiscono i guai per l’influencer Chiara Ferragni. Dopo essere stata condannata dall’Antitrust a pagare una multa di più di un milione di euro per aver truffato i consumatori con un messaggio sbagliato in merito alle vendite di un pandoro marchiato Balocco in collaborazione con lei, ora é stata iscritta nel registro degli indagati anche per le vendite a dubbio scopo benefico delle uova di Pasqua firmate Dolci Preziosi e di una bambola Trudi rappresentante lei stessa.
La Procura di Cuneo ha fatto riferimento all’articolo 54 bis del codice di procedura penale, che regola i “contrasti positivi tra uffici del pubblico ministero”: è infatti stato sollevato il conflitto tra uffici del pm, perché chiarisca a chi spetta occuparsi della vicenda del pandoro Pink Christmas. Da qui la decisione di inoltrare una richiesta ufficiale di trasmissione degli atti “per competenza” al procuratore aggiunto di Milano Eugenio Fusco.
Il premier Giorgia Meloni sottolinea le lacune nelle vendite commerciali legate alla beneficenza. “Quello che mi interessa” del caso Ferragni “è che la vicenda ha fatto vedere che effettivamente c’è un buco, per quanto riguarda la trasparenza, nella normativa delle attività commerciali che hanno anche uno scopo benefico. Voluto o non voluto è una cosa nella quale si può incappare. Quindi noi adessostiamo facendo una norma che dice che per le attività commerciali che hanno anche uno scopo benefico sulla confezione di quello che vendi devi specificare a chi vanno le risorse, quante risorse vanno” in beneficenza.
“È una norma sulla trasparenza a cui sto lavorando e arriva nel Consiglio dei ministri di giovedì”. Così la premier Giorgia Meloni in una intervista al programma ‘Quarta Repubblica’ che in onda su Rete4.
