Ferragni come un pagliaccio su L’Espresso: le pseudo-scuse sulle truffe non convincono

L’influencer Chiara Ferragni, in questi mesi al centro della bufera mediatica dopo essere stata indagata per truffa per le sue ambigue operazioni commerciali legate alla finta beneficienza, al silenzio ha preferito imbarazzanti commenti sulle vicende giudiziarie che la vedono protagonista. Ha tentato di commuovere il grande pubblico con  l’intervista da Fabio Fazio, cercando di rilanciare la sua immagine alludendo ai “fraintendimenti” degli acquirenti sul caso del pandoro da lei sponsorizzato, il cui ricavato non ha affatto contribuito ad operazioni benefiche come l’influencer ha sostenuto sui social. Dapprima aveva parlato di un “errore di comunicazione”, poi ha deciso di peggiorare la sua credibilità con le dichiarazioni in tv, scaricando praticamente la colpa sui consumatori e sulla loro capacità di comprensione. La stessa comprensione che lei non sta ricevendo dai più visto che nell’errore ha perseverato con diverse operazioni commerciali-benefiche dallo stesso stampo truffaldino. L’inchiesta per truffa aggravata ha portato anche a farla dipingere da L’Espresso in copertina con le sembianze di Joker. Il settimanale, infatti, ha pre pubblicato online la sua faccia come quella di un pagliaccio, dopo i tentativi disperati di arginare il caos mediatico. Unito, poi, ai dubbi sui movimenti delle sue società, che non appaiono trasparenti:  “Una rete ingarbugliata di società, una girandola di quote azionarie – si legge sulla copertina in cui Ferragni appare truccata come Joker – Tra partner ingombranti, manager indagati e dipendenti pagati poco. L’influencer è a capo di un impero dove la trasparenza non è di casa”. L’influencer, come si legge in una nota, “ha dato mandato ai propri legali di valutare ogni tipo di azione legale, incluso quella per il risarcimento per danni patrimoniali e non patrimoniali, nei confronti della società editrice del settimanale L’Espresso”. Inoltre i legali hanno “diffidato l’editore de L’Espresso dalla pubblicazione, prevista per l’8 marzo, del numero che ritrae la propria assistita in copertina con le sembianze di Joker, riservandosi ogni ulteriore azione anche all’esito delle verifiche sul contenuto dell’articolo”. Gli avvocati “contestano la portata gravemente diffamatoria e lesiva dell’uso fatto in copertina dell’immagine della propria assistita palesemente denigrata e svilita proprio nel giorno in cui la donna dovrebbe essere celebrata”. Il marito Fedez, al momento in crisi con la moglie, ha difeso l’imprenditrice digitale con post su Instagram. “A quando una bella inchiesta sul vostro proprietario petroliere? Aspetto con ansia”, si legge nel messaggio accompagnato da una foto del proprietario del settimanale Donato Ammaturo, presidente del Gruppo Ludoil Energy della famiglia, con il volto truccato da clown allo stesso modo di Ferragni. Poi, una scritta in sovrimpressione: “E ci han chiuso qua da giorni, domani c’è il processo ma abbiamo un alibi di ferro. Il mondo è pieno di stronzi”, canzone che fa da colonna sonora. Il rapper ha postato anche “intercettazioni di esponenti della ‘ndrangheta in cui si parla del proprietario del settimanale” e ha scritto ancora: “Con le 4 copie che venderete in più mi sa che ci scappano anche i coriandoli e le stelle filanti a sto giro. Festa grande”. Sta di fatto che la Ferragni non ha fatto la sua parte per tentare di tenere a bada la bufera che la sta travolgendo, contraddicendosi e balbettando scuse in lacrime che non hanno convinto. Tra i casi pandoro Balocco, uova di Pasqua Dolci Preziosi, bambola Trudi e Oreo, sono in corso anche analisi sul fronte dei follower. Saranno fatte valutazioni sulla rilevanza di quei quasi 30 milioni di utenti nel rapporto coi consumatori.

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