Governo: azione sul “fisco amico”

Giorgia Meloni si prende una mattinata per riconoscere l’onore delle armi al suo viceministro dell’economia Maurizio Leo, che, come dice anche il Ministro Giancarlo Giorgetti, ha portato avanti “a tempi di record” quella riforma verso il “fisco amico” che l’Italia “aspettava da 50 anni”.

 

Parterre delle grandi occasioni in cui spunta anche l’Ad di Poste Matteo Del Fante: ci sono Gianni Letta e Giulio Tremonti, tornano alla Camera Gianfranco Fini e l’ex ministra Paola Severino, e poi la prima linea della GdF, il direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini, il resto del Mef e un paio di capigruppo di maggioranza.

 

È un punto centrale per Ruffini che con l’Agenzia ha riorganizzato per “settori omogenei” le norme che poi saranno oggetto, per due mesi, delle osservazioni e delle proposte di modifica di accademici, professionisti e contribuenti.

 

Il buon proposito, ha spiegato Maurizio Leo, è di arrivare all’approvazione definitiva entro l’estate. L’obiettivo da centrare con la prossima legge di bilancio è quello di dare una mano al ceto medio, perché, ha ribadito il viceministro di Fdi, “chi guadagna 55mila euro non può essere considerato un super ricco” ma oggi “paga oltre il 50% di tasse”.

 

Parte delle risorse necessarie potrebbero arrivare dalla minimum global tax al 15% ma che potrebbe essere depotenziata se, come ha paventato Giorgetti, dovesse “naufragare” l’altra parte del progetto internazionale per tassare le multinazionali.

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