I primi atti ufficiali del Piano Mattei partono dall’Egitto. Giorgia Meloni domenica scorsa è volata al Cairo con la presidentessa della Commissione europea Ursula von der Leyen, il presidente della Repubblica di Cipro Nikos Christodoulidis, e i primi ministri di Belgio Alexander De Croo, Grecia Kyriakos Mitsotakis e Austria Karl Nehammer, con l’obiettivo (europeo) di rafforzare il partenariato strategico Ue-Egitto ma anche per raggiungere altri obiettivi, stavolta però solo italiani.
Con il presidente egiziano al-Sisi la premier ha parlato di produzione agricola e sicurezza alimentare, concordando sulla necessità di stabilire un partenariato strategico tra i due Paesi per la realizzazione di “grandi progetti agricoli e di bonifica”: una “model farm” viene definita da Palazzo Chigi, che consenta anche di trasferire le più innovative tecnologie italiane nel settore per contribuire alla sicurezza alimentare.
I protocolli riguardano diverse materie: dal supporto tecnico ai distretti industriali di pelle, marmo e mobile alla promozione dei diritti e dell’inclusione sociale, alla convenzione finanziaria tra Cdp e la Banca centrale egiziana per un credito agevolato di 45 milioni di euro alle pmi locali e all’intesa, ancora di Cassa depositi e prestiti, con Afreximbank da 100 milioni per progetti di sviluppo sostenibile nel campo della sicurezza alimentare per le piccole e medie imprese africane.
Sace ha sottoscritto due memorandum, con Orascom Contruction e Bank of Alexandria, per il supporto finanziario alla filiera italiana nei progetti di sviluppo infrastrutturale in Egitto e l’interscambio commerciale; Simest e National Service Project Organisation realizzeranno un investimento nel settore minerario delle sabbie silicee. Per rafforzare i rapporti tra i due Paesi, la visita al Cairo è stata anche l’occasione per inaugurare gli uffici del Sistema Italia, che comprendono l’Ambasciata d’Italia e le sedi di Ita/Ice, Cdp, Sace e Simest.
