Schlein rinuncia al nome nel simbolo

Dopo le numerose tensioni interne, la segretaria del Pd Elly Schlein ha annunciato che il suo nome non comparirà nel simbolo del Pd per le europee, perché sarebbe stato “più divisivo che rafforzativo”.

 

Lo schema di massima è quello approvato in direzione nazionale: Schlein capolista al Centro e nelle Isole, Stefano Bonaccini al Nord est, Cecilia Strada al Nord ovest e Lucia Annunziata al Sud.

 

Fra le voci critiche, anche quella della capolista al Sud, Annunziata: in un messaggio alla segretaria aveva spiegato che scrivere Schlein nel simbolo sarebbe stata “la trasformazione del Pd in un partito personale”.

 

La sostanza della mossa di Schlein ha convinto i più. “Credo che abbia dimostrato generosità e saggezza, con una decisione che ha tenuto conto di tutte le sensibilità del partito”, ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella, candidato al Centro.

 

In attesa del confronto Tv, ora spetta alla presidente del consiglio Giorgia Meloni decidere se sarà della partita e con quale formula: un confronto nelle urne polarizzerebbe lo scontro, un effetto che alle due leader non sembra dispiacere. “Ho la speranza di dare una mano a eleggere il numero più alto possibile” di candidati Pd, ha detto Schlein. “Io ci sarò. Mi candido per provare insieme a portare più in alto possibile il Pd. Mi candido perché è una sfida cruciale. La famiglia socialista è l’unico argine all’avanzata delle destre”.

 

Le liste sono ancora in lavorazione. Nel pomeriggio, nelle file del Pd c’era chi metteva in conto la possibilità che Schlein possa ancora decidere di correre, in posizioni defilate, anche dove non è capolista.

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