L’obiettivo che si sono dati Giorgia Meloni e la maggioranza è quello di cercare di mantenere ai livelli di guardia lo scontro interno.
Nel frattempo, però, c’è da portare avanti l’attività di Governo che certo “non si può fermare per la campagna elettorale”, osservano nella maggioranza respingendo le accuse delle opposizioni di preparare “spot” elettorali, come già è stato bollato il bonus 100 euro.
In cantiere per le prossime settimane ci sono un nuovo decreto che sta limando Francesco Lollobrigida per l’agricoltura e l’atteso intervento per tagliare le liste di attesa preannunciato da Orazio Schillaci.
I leghisti premono invece per il cosiddetto decreto salva-casa, che Matteo Salvini vorrebbe portare in Cdm a metà maggio, ma il testo non sarebbe ancora stato condiviso con Palazzo Chigi e se FdI è d’accordo con l’idea di sanare le piccole irregolarità che frenano il mercato immobiliare altrettanto si vogliono evitare accuse di condoni.
Per l’approdo in Cdm i tempi potrebbero però essere un po’ più lunghi, così come potrebbe allungarsi l’attesa per la nuova tornata di nomine, anche perché su alcune caselle ci sarebbe già un accordo di massima che porterebbe alla riconferma di Dario Scannapieco a Cdp e a un cambio a Ferrovie, dove al posto di Luigi Ferraris potrebbe andare, come Ad Stefano Donnarumma.
Salvini e Meloni già si sarebbero confrontati sul tema e la premier non sembra aver espresso contrarietà. Ancora non si sarebbe trovata la quadra sulla presidenza della Rai.
