In questa campagna elettorale in Italia si sta parlando poco o nulla dei cosiddetti Spitzenkandidat.

Alle elezioni europee 2024 i cittadini dell’Unione europea voteranno per eleggere in totale 705 europarlamentari.

 

In vista del voto di giugno quasi tutti i gruppi hanno indicato il loro aspirante presidente, con il nome più altisonante che senza dubbio è quello di Ursula von der Leyen, attuale numero uno a Palazzo Berlaymont che è alla ricerca di un secondo mandato consecutivo.

 

La discussione in merito ai candidati alla presidenza della Commissione europea dovrebbe essere centrale quando si parla delle elezioni europee 2024, invece

si parla solo dei candidati presenti nelle nostre liste, e praticamente per nulla di chi potrebbe guidare la Commissione dopo le elezioni, in pratica ricoprendo il ruolo di premier dell’Unione europea.

 

Vediamo allora chi sono gli otto Spitzenkandidat alle elezioni europee 2024, ovvero i candidati dei vari gruppi alla guida della Commissione europea.

 

  • Ursula von der Leyen (Partito popolare europeo)
  • Nicolas Schmit (Partito dei socialisti europei)
  • Marie-Agnes Strack-Zimmermann (Alleanza dei Liberali e Democratici per l’Europa)
  • Bas Eickhout (Partito dei Verdi europei)
  • Anders Vistisen (Partito dell’Identità e della Democrazia)
  • Walter Baier (Partito della Sinistra Europea)
  • Maylis Roßberg (Alleanza Libera Europea)
  • Valeriu Ghilețchi (Movimento politico cristiano europeo)

 

Il gruppo di Fratelli d’Italia, non hanno indicato un Spitzenkandidat a causa, si mormora, di contrasti tra Giorgia Meloni e i polacchi di Pis: la nostra premier infatti vorrebbe un profilo meno radicale per poter provare a intessere una trattativa con i Popolari che hanno riproposto Ursula von der Leyen.

 

I Socialisti invece hanno deciso di puntare su Nicolas Schmit, mentre la destra di I&D, non ha ancora scelto il candidato con il danese Anders Vistisen che sta rappresentando il gruppo nei vari dibattiti tra i Spitzenkandidat.

 

Il meccanismo degli Spitzenkandidat non è vincolante, nel senso che il candidato del gruppo più votato non diventa automaticamente il presidente della Commissione europea

 

Una volta chiuse le urne, i governi dei 27 Paesi che formano l’Ue a doversi accordare per esprimere un nome naturalmente tenendo conto di quello che è stato l’esito delle elezioni.

Il presidente della Commissione indicato poi deve essere eletto dal Parlamento europeo a maggioranza assoluta: da sempre all’Eurocamera a garantire questi voti è la triade Popolari-Socialisti-Liberali.

 

L’Italia sembrerebbe essere tagliata fuori dai giochi, del resto tra i partiti di governo solo Forza Italia dovrebbe entrare a far parte della maggioranza che si andrà a creare all’Eurocamera.

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