Le sorprese, o comunque gli spunti di interesse, non mancano di certo. I dati di oggi, infatti, confermano o vedono persino accentuarsi le tendenze già viste (o intraviste) nelle ultime settimane. Fratelli d’Italia si conferma primo partito, ma anche questa settimana appare come “inchiodato” su un dato (il 27,2%) più vicino al 26% ottenuto alle Politiche 2022 che alla soglia/obiettivo del 30%. Fa invece un mezzo balzo in avanti il Partito Democratico, che arriva a toccare il 21%, una cifra che i democratici non vedevano addirittura da prima delle Politiche 2022 (anche in quel caso si trattava dell’ultimo dato registrato prima del blackout sui sondaggi: un cattivo presagio o un precedente da smentire?).
Come FDI, anche il Movimento 5 Stelle si conferma stabile su valori non troppo entusiasmanti (appena sotto il 16%), mentre nella corsa al quarto posto c’è da registrare la ripresa della Lega, la cui crescita nelle ultime settimane culmina in un contro-sorpasso ai danni di Forza Italia. In realtà, sia il partito di Salvini che quello di Tajani nell’ultimo periodo hanno mostrato una tendenza moderatamente positiva, e potrebbero realisticamente puntare a superare il 9% alle Europee – se non addirittura qualcosa in più. Più indietro, la competizione tra Stati Uniti d’Europa, Verdi-Sinistra e Azione si è fatta più ravvicinata che mai.
Infine, appaiono troppo lontani dalla soglia di sbarramento sia Libertà che Pace Terra Dignità, entrambe intorno al 2%.
Come si è detto, FDI e M5S negli ultimi mesi sono accomunati da una sorta di “stagnazione” nei consensi, che potrebbe preludere a un risultato sotto le aspettative.
Viceversa, PD, Lega e Forza Italia sembrano attraversare una fase di particolare vitalità, anche se nel caso del partito di Salvini l’inversione di tendenza è stata più recente
Per quanto riguarda la “battaglia” sul filo del 4%, vi è da un lato Stati Uniti d’Europa con un trend negativo, dall’altro con un trend positivo c’è sia l’Alleanza Verdi-Sinistra che si è gradualmente issata sopra il 4% grazie anche ad alcune candidature di notevole impatto mediatico (su tutte, quella di Ilaria Salis), sia Azione di Carlo Calenda, che partendo dal 3,3% registrato a fine marzo ha guadagnato in media un decimale a settimana, arrivando a toccare (e secondo alcuni sondaggi a superare) il 4% proprio nelle ultimissime rilevazioni.
Come si può notare dall’ultima proiezione realizzata da Europe Elects, infatti, non sembrano esservi dubbi sul fatto che anche nella legislatura 2024-2029 il più grande gruppo politico europeo sarà quello dei popolari (PPE), seguito da quello dei socialisti e democratici (S&D).
La vera incognita riguarda il terzo posto: se nel 2019 fu il gruppo dei liberali (oggi Renew) ad essere la terza forza, con più di 100 seggi, oggi questo traguardo sembra alla portata anche dei conservatori (ECR) o della destra ancor più radicale (ID): entrambi i gruppi sono dati in crescita rispetto al 2019 e potrebbero facilmente superare gli 80 seggi.
