Toti costretto a dimettersi dopo pressing lungo quasi tre mesi

Il presidente della Liguria, Giovanni Toti, sta per formalizzare ufficialmente le sue dimissioni dopo 9 anni di amministrazione, per poi chiedere la revoca degli arresti domiciliari ai quali si trova dal 7 maggio per l’inchiesta sulle presunte tangenti che avrebbe ricevuto dall’imprenditore portuale Aldo Spinelli in cambio di favori. Ma le accuse ancora non sono chiare, come ha affermato lo stesso ministro della Giustizia Carlo Nordio (“Ho letto Heidegger, ma qui non ho capito nulla”). Il pressing della sinistra e della magistratura dura ormai da tre mesi e Toti ha deciso di arrendersi.

“La libertà viene concessa solo in cambio di una confessione o delle dimissioni. Secoli di cultura giuridica e un radicato concetto di Stato di diritto piegati a un’idea dell’obbligatorietà dell’azione penale medievale”, ha detto il legale Stefano Savi. Le dimissioni si sono rese necessarie dopo che il gip e il Tribunale del riesame di Genova gli hanno negato la revoca dei domiciliari sostenendo che ci sarebbe il pericolo che, una volta tornato libero, possa abusare ancora dei suoi poteri per commettere altri reati della stessa natura di quelli di cui è accusato: corruzione, falso e voto di scambio.

 

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