‘Noi magistrati oggi siamo ai minimi storici di credibilità, perché abbiamo fatto degli errori”: così afferma il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nicola Gratteri. “Io avevo detto che il presidente della Repubblica avrebbe dovuto convincere i componenti del Consiglio superiore della magistratura a dimettersi, perché sul caso Palamara bisognava lanciare il messaggio alla gente che si stava voltando pagina, che si faceva un taglio netto. Non è stato fatto, con il risultato che è passato il messaggio che si voleva tutelare una corporazione che non voleva lasciare la poltrona. E questo ci ha resi più deboli, anche perché le correnti all’interno della Magistratura sono ancora tante”. In merito alla droga, “sono contrario alla depenalizzazione delle droghe e alla legalizzazione delle cosiddette droghe leggere – prosegue Gratteri – Dico ‘cosiddette’ perché non esistono dal punto di vista scientifico: il Thc della marijuana è superiore al 65%. La dipendenza è anche psicologica ed invito gli insegnanti e i dirigenti scolastici a portare i ragazzi nelle comunità terapeutiche per fargli raccontare dai tossicodipendenti come hanno iniziato, perché sono lì e ridotti in quel modo. Poi all’uscita riparliamo di legalizzazione delle droghe”.
