In un momento storico in cui sempre più famiglie italiane faticano ad arrivare a fine mese, il rischio di perdere la casa in affitto è una realtà concreta. Per contrastare questa emergenza abitativa, arriva un importante strumento di sostegno: il bonus affitti per morosità incolpevole.
Questa misura, destinata a chi non riesce a pagare il canone mensile a causa di difficoltà economiche non dipendenti dalla propria volontà, punta a evitare lo sfratto e a proteggere il diritto fondamentale alla casa.
Cos’è il bonus affitti per morosità incolpevole
Il bonus è un sussidio economico pensato per aiutare chi, pur volendo adempiere ai propri obblighi contrattuali, si trova nell’impossibilità di pagare l’affitto a causa di eventi imprevisti come licenziamento, malattia, cassa integrazione o grave riduzione del reddito.
La misura è finanziata tramite il Fondo per la Morosità Incolpevole, uno strumento pubblico gestito a livello regionale ma spesso attuato dai Comuni, così da adattarsi meglio alle esigenze sociali e demografiche del territorio.
Chi può accedere: i requisiti principali
Ogni Regione pubblicherà un proprio bando, ma esistono criteri comuni che guidano l’accesso al contributo. Tra i requisiti più ricorrenti troviamo:
- Perdita del lavoro, licenziamento o chiusura dell’attività autonoma.
- Cassa Integrazione o sospensione temporanea del lavoro.
- Malattia grave o inabilità temporanea che impedisce di svolgere attività lavorativa.
- ISEE inferiore a una soglia stabilita, variabile da territorio a territorio.
- Notifica di sfratto per morosità già avviata o imminente.
Inoltre, l’inquilino deve risultare regolarmente residente nell’immobile affittato, il contratto deve essere registrato regolarmente, e l’alloggio non deve essere di lusso o ad uso turistico.
Come presentare domanda
Chi rientra nei requisiti può fare richiesta seguendo alcuni passaggi fondamentali:
- Consultare il bando ufficiale della propria Regione o Comune, solitamente pubblicato nella sezione “Amministrazione Trasparente” dei rispettivi siti istituzionali.
- Raccogliere tutta la documentazione necessaria, che può includere:
- Modello ISEE aggiornato
- Eventuali certificazioni mediche
- Lettera di licenziamento o documentazione sulla sospensione dell’attività lavorativa
- Copia del contratto d’affitto e notifica di sfratto, se già ricevuta
- Presentare la domanda, online attraverso il portale dell’ente o recandosi direttamente agli sportelli designati, come gli uffici casa del Comune o i Centri di Assistenza Fiscale (CAF).
Quanto si può ottenere e per cosa
Il contributo può variare da caso a caso, ma può arrivare fino alla copertura totale dei canoni arretrati, evitando lo sfratto, o alla concessione di un contributo per trovare una nuova sistemazione nel caso in cui il mantenimento della casa attuale non sia più possibile.
In alcune Regioni è previsto anche un contributo una tantum per sostenere le spese di trasloco o per garantire il deposito cauzionale in una nuova abitazione.
Noemi De Noia
