Altra scandalosa sentenza blocca-rimpatri a Catania, centrodestra indignato: ora basta

La sezione Immigrazione del Tribunale di Catania ha annullato, con un provvedimento, il trattenimento, disposto dal questore di Ragusa, di un migrante egiziano sbarcato in Sicilia. Arrivato a Pozzallo (Ragusa) il migrante ha chiesto lo status di rifugiato. Si tratta del primo provvedimento dopo l’approvazione del nuovo decreto legge sui paesi sicuri. La richiesta del Questore era stata depositata lo scorso 2 novembre e notificata al legale del migrante, l’avvocata Rosa Emanuela Lo Faro. “Una lista di ‘paesi sicuri’ “non esime il giudice all’obbligo di una verifica della compatibilità di tale designazione con il diritto dell’Unione europea e in Egitto ci sono gravi violazioni dei diritti umani che investono le libertà di un ordinamento democratico”, scrive il Tribunale di Catania nel provvedimento. “E’ la prima pronuncia di questo tipo dopo il decreto legge sui paesi sicuri”, commenta il legale del migrante, l’avvocata Rosa Emanuela Lo Faro.

Il giudice della sezione Immigrazione del Tribunale di Catania che ha annullato il provvedimento di trattenimento che era stato disposto dal Questore di Ragusa nei confronti di un cittadino egiziano sbarcato in Sicilia, cita nel provvedimento lungo 12 pagine, la sentenza della Corte di giustizia europea che era stata emessa lo scorso 4 ottobre. Ecco cosa scrive il giudice: ”I rischi di insicurezza che riguardino, in maniera stabile e ordinaria, intere e indeterminate categorie di persone portano de plano il decidente a negare che Egitto possa ritenersi paese sicuro alla luce del diritto dell’Ue e ciò per quanto si legge nelle argomentazioni della sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea del 4 ottobre 2024.

“La decisione dei giudici del tribunale di Catania appare perseguire l’unico fine di ostacolare qualsiasi azione volta a contrastare l’immigrazione illegale di massa, nonche’ a rendere difficili – se non impossibili – i rimpatri di chi entra illegalmente in Italia. La pretesa, da parte di alcuni giudici, di sostituirsi al Parlamento e’ fuori luogo, poiche’ costituisce una pericolosa ingerenza nel procedimento legislativo”. Lo dichiara in una nota Tommaso Foti, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera.

“Con l’odierna decisione – ma non e’ la prima volta che accade – il giudice adito pare volere sostituirsi alle scelte politiche del legislatore, usando impropriamente il richiamo al diritto
europeo, visto che anche la recente sentenza della Corte di Giustizia Europea dice chiaramente che spetta allo Stato di individuare i Paesi sicuri. Non solo, e’ il Parlamento il solo organo legittimato a stabilire le politiche in tema di immigrazione e sicurezza, nel rispetto delle norme internazionali e nazionali: chiediamo quindi che ne sia rispettata la sovranita’, essendo l’unico titolare della rappresentanza politica della volonta’ popolare”, conclude.

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