La prima delle quattro giornate di audizioni sulla legge di Bilancio alla Camera fa emergere diversi rilievi al testo da parte di industriali, Pmi, sindacati e associazioni datoriali. Mentre la Fondazione Gimbe incalza sul versante della spesa sanitaria parlando di tagli per 19 miliardi fino al 2030, il Governo lavora a possibili correttivi al testo durante l’iter parlamentare, dalla norma sui rappresentanti del Mef nei collegi sindacali a quella sulla tassazione dei profitti delle criptovalute. Intanto la Lega annuncia un emendamento per la proroga della riduzione del canone Rai da 90 a 70 euro. Per Confindustria la Manovra 2025 “non offre risposte adeguate ai problemi e ai rischi” del Paese visto l’attuale contesto di bassa crescita con l’economia italiana in sostanziale stallo. E ancora, per gli industriali “Sono sostanzialmente assenti il sostegno agli investimenti e alle imprese che li realizzano”; la manovra “non appare in grado di invertire quella tendenza a livelli di crescita da zero virgola che ha caratterizzato la nostra economia negli ultimi 25 anni”.
Secondo la Cgil il Ddl bilancio è una “fiera dei tagli” con la crescita dello “zero virgola” mentre il Governo “celebra record immaginari”. La Cisl invece vede dei “punti positivi” nella legge di bilancio, a partire dal taglio del cuneo fiscale per i redditi fino a 40mila euro ma chiede interventi per “l’aumento delle minime e una complessiva riforma delle pensioni” e per il personale scolastico. La Uil valuta il testo “totalmente insufficiente di fronte a sfide Paese”. Ad alimentare il dibattito politico le cifre sul comparto sanitario diffuse da Gimbe nella sua audizione, secondo cui mancano 19 miliardi di euro da qui al 2030. La segretaria Pd Elly Schlein commenta: “Giorgia Meloni si fermi, smetta di litigare con le calcolatrici, perché abbiamo tutti visto che i conti non tornano, ascolti il grido di allarme che oggi Gimbe lancia sul finanziamento al Ssn”. Il ministro della Sanità Orazio Schillaci ricorda che nella manovra “la sanità è l’unica voce di spesa che non viene tagliata. Il fondo cresce e crescerà molto anche nel 2026”. Per gli imprenditori edili dell’Ance “la Manovra si caratterizza per la mancanza di una chiara visione per il futuro”. Secondo la presidente Federica Brancaccio il testo “interviene solo marginalmente” su casa, messa in sicurezza del territorio e ammodernamento delle infrastrutture, temi che “non trovano un’adeguata allocazione di risorse o ricevono risorse molto diluite nel tempo”. Ance vede a rischio “più di 10 miliardi di investimenti nel 2025. Un pericolo blocco cantieri” che potrebbe pesare sulla crescita del Pil. Confcommercio vede la congiuntura che rallenta ma approva il “taglio cuneo fiscale” e l’accorpamento “dell’Irpef a 3 aliquote” e apprezza “gli interventi in materia di detassazione dei premi di produttività e dei fringe benefits”. Il Consiglio nazionale dei Commercialisti propone “la soppressione dell’articolo 112” che prevede la presenza di rappresentanti del Mef nei collegi sindacali di aziende, enti e fondazioni che percepiscono almeno 100mila euro di sostegni dallo Stato, perché ritiene che questa norma introduca “un destabilizzante sistema di controllo”. Un rilievo analogo è stato formulato anche da Confindustria.
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