Reddito di cittadinanza, sentenza choc: immigrati mentono su residenza ma sono assolti

Continuano le polemiche sul Reddito di Cittadinanza e sulle truffe che hanno riguardato questo beneficio di matrice grillina. Per la Corte Ue gli immigrati che, per ottenere il reddito di cittadinanza dichiarano (falsamente) di essere residenti in Italia da oltre dieci anni non devono essere puniti. La sentenza scioccante vede protagonisti un immigrato proveniente dal Mali e una cittadina moldava. Come ricostruisce il Gazzettino, i due potevano rischiare pene dai 2 ai 6 anni. Ma una recente sentenza della Corte di giustizia europea ha, di fatto, annullato le regole sulla residenza e il tribunale di Venezia ha assolto entrambi con la motivazione che “il fatto non sussiste”. A  pronunciare la sentenza il giudice per l’udienza preliminare di Venezia, Benedetta Vitolo, che ha citato la sentenza europea del 29 luglio scorso che ha ritenuto discriminatorio proprio il requisito della residenza decennale. L’applicazione di quanto sancito a Lussemburgo costerebbe all’Italia fino a 3.088 milioni di euro, secondo una valutazione preliminare dell’Inps chiamato a gestire la mancetta grillina, mentre se si limita il provvedimento alle 106.000 famiglie che si sono viste respingere la domanda per carenza del limite temporale di residenza l’esborso potrebbe calare a “soli” 850 milioni di euro.

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