Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, si dice molto preoccupato per le manifestazione “rosse” che appaiono sempre più violente. “Tra le manifestazioni c’era uno striscione di un odio cieco, culla di quelle Brigate Rosse e degli innumerevoli gruppuscoli tanto armati quanto impazzitio scritto ‘pagherete tutto, pagherete caro’. Ecco, io vorrei dire ‘abbassiamo i toni’. Lo dico a tutti, abbassiamo i toni” Ricorda bene quegli anni drammatici. Nel 1969 – rievoca La Russa- passò un corteo di sinistra in piazza San Babila. E per la prima volta dei ragazzi avevano in mano dei bastoni. La cosa ci scandalizzò perché fino a quel momento la violenza era fatta di sberle. Cominciava un’escalation, dai bastoni si passò alle chiavi inglesi e poi alle pistole. Fermiamo qualsiasi piccola escalation prima che possa essere troppo tardi”. “Non dobbiamo arrivare al latte versato – ammonisce La Russa – fermiamoci prima. Non criminalizziamo inutilmente chi non c’entra. Ma sappiamo che anche se dovessero essere una minoranza tra quelli che manifestano, sono le avanguardie delle ‘chiavi’”.
“Io credo che gli episodi di antisemitismo e di violenza contro la polizia di questi ultimi giorni debbano costituire per tutti, senza distinzione di maggioranza o opposizione, un segnale di allarme. Io l’ho detto più volte, non chiederò mai il divieto di una manifestazione: non foss’altro perché a me ne hanno vietate talmente tante da ragazzo che non me la sentirei. Ma credo che il rispetto della convivenza e del modo di protestare anche in maniera aspra, senza violenza, debba essere la base comune. Non ci può e non ci deve essere nessuna tolleranza. È bene farlo subito, da parte di tutti”.
