“Capa” non si può dire: Accademia della Crusca dà una lezione alla Boldrini

Dopo i tanti sostantivi che la sinistra e Laura Boldrini vogliono “femminizzare”, arriva una legnata dall’Accademia della Crusca: Il sostantivo femminile “capa” non va usato. “Pur circolando ampiamente nella comunicazione informale sia parlata che scritta, – rileva l’Accademia- “non ha ancora perso, per la maggior parte dei parlanti, la connotazione scherzosa e colloquiale. Proprio per questa ragione è ancora opportuno distinguere i contesti. Ed evitare la forma femminile di ‘capo’ in testi formali, istituzionali o ufficiali“. Questa la risposta dell’Accademia della Crusca ai tanti lettori e lettrici che hanno chiesto alla secolare istituzione fiorentina se una dirigente si possa chiamare con il femminile “capa” (“la mia capa”, “capa di gabinetto”, “capa ripartizione”) in luogo del maschile “capo”.

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