Dal 1° gennaio 2025, l’Italia ha introdotto una nuova e importante misura di sostegno dedicata agli anziani in condizioni di grave fragilità: la Prestazione Universale, un bonus mensile di 850 euro erogato dall’INPS. Questa iniziativa, prevista dall’articolo 34 del Decreto Legislativo 29/2024, si rivolge agli over 80 con redditi particolarmente bassi e con bisogni assistenziali molto gravi, offrendo un supporto concreto per favorire l’assistenza domiciliare e la permanenza a casa degli anziani, evitando così l’istituzionalizzazione.
Per accedere a questo contributo, è necessario soddisfare una serie di requisiti stringenti. In primo luogo, il beneficiario deve avere almeno 80 anni; inoltre, il reddito familiare, calcolato tramite l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) per prestazioni sociosanitarie agevolate, non deve superare i 6.000 euro annui. Un altro criterio fondamentale riguarda lo stato di salute: il richiedente deve essere già titolare dell’indennità di accompagnamento oppure possedere i requisiti per ottenerla. Infine, la persona deve trovarsi in una condizione di bisogno assistenziale definita “gravissima” dall’INPS.
La definizione di questo bisogno assistenziale è molto precisa e si basa su parametri clinici rigorosi. Il messaggio INPS n. 4490/2024 chiarisce che rientrano in questa categoria, tra gli altri, gli anziani in coma o in stato vegetativo, coloro che dipendono da ventilazione meccanica continua, chi soffre di demenza grave o gravissima, e chi ha lesioni spinali gravi. Rientrano inoltre persone con gravi disabilità motorie, deprivazioni sensoriali complesse, disabilità comportamentali gravi dello spettro autistico, o con ritardo mentale grave o profondo, oltre a chi necessita di assistenza continuativa per condizioni psicofisiche critiche.
L’accertamento della condizione di bisogno assistenziale avviene tramite una valutazione effettuata dal Centro Medico Legale dell’INPS, che prende in esame la documentazione sanitaria fornita dal richiedente e le informazioni disponibili negli archivi dell’Istituto. A completare la valutazione è un questionario che analizza la situazione familiare e sociale dell’anziano; solo chi ottiene un punteggio minimo di 8 su questa scala può accedere al beneficio.
Questa nuova prestazione sostituisce l’attuale indennità di accompagnamento, incrementandone l’importo da circa 530 a 850 euro mensili, un riconoscimento economico più adeguato alle esigenze di chi vive in condizioni di estrema fragilità.
Per richiedere il bonus, gli anziani o i loro familiari devono presentare domanda attraverso il portale INPS, accedendo con SPID, CIE o CNS, oppure rivolgendosi a un patronato, che può assistere nella compilazione e nella raccolta della documentazione necessaria. La domanda deve essere corredata dalla dichiarazione ISEE aggiornata al 2025, dalla documentazione medica, dal questionario assistenziale e, se disponibile, dalla certificazione per l’indennità di accompagnamento.
Con questa misura, l’Italia compie un passo decisivo verso un’assistenza più umana e personalizzata, valorizzando il diritto degli anziani a vivere dignitosamente nella propria casa anche in presenza di gravi limitazioni. Un bonus che non è solo un sostegno economico, ma anche un segnale chiaro di attenzione e rispetto verso una fascia della popolazione particolarmente vulnerabile.
Noemi De Noia
