Afghanistan, Trump sbaglia: l’Italia non è mai stata un alleato di retrovia

Di Andrea Franchi

Le recenti dichiarazioni di Donald Trump, secondo cui in Afghanistan gli Stati Uniti avrebbero sostenuto il peso maggiore mentre gli altri alleati NATO sarebbero rimasti a distanza di sicurezza, sono inaccettabili, ingiuste e storicamente false. Non solo offendono l’Italia, ma tradiscono una lettura superficiale di vent’anni di impegno comune nella guerra al terrorismo seguita all’11 settembre 2001.

Ha fatto bene il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni a respingerle con fermezza, ricordando un dato che non è un’opinione ma un fatto: l’Italia è stata impegnata ininterrottamente in Afghanistan dal 2001 al 2021, pagando un prezzo altissimo. 53 militari caduti, oltre 700 feriti, migliaia di uomini e donne dispiegati sul campo, spesso in aree ad altissimo rischio operativo, non certo in “zone protette”.

Un impegno reale, operativo, continuo

L’Italia non ha mai svolto un ruolo marginale. Ha comandato settori strategici della missione ISAF prima e di Resolute Support poi, assumendo responsabilità dirette nella sicurezza, nella stabilizzazione e nell’addestramento delle forze locali. Un livello di esposizione che smentisce radicalmente la narrazione di un alleato di retrovia.

Lo stesso vale per tutti i teatri operativi post-11 settembre: Balcani, Iraq, Libano, Corno d’Africa, Mediterraneo allargato. Ovunque fossero in gioco la sicurezza dell’Occidente e la lotta al terrorismo internazionale, l’Italia ha partecipato con continuità, mezzi, comando e sacrifici.

Genova 2001: l’allerta c’era già

C’è poi un elemento che raramente viene ricordato, ma che merita di essere sottolineato. Il vertice del G8 di Genova del luglio 2001 si svolse sotto misure di sicurezza senza precedenti, con una no-fly zone attiva e un dispositivo di difesa aerea rafforzato, deciso sulla base di valutazioni di rischio estremamente elevate.

Quelle misure non furono casuali. Dimostrano che l’apparato di sicurezza e intelligence italiano era già pienamente consapevole della minaccia terroristica internazionale, compreso il possibile uso di velivoli civili come arma, ben prima degli attentati dell’11 settembre. Un dato storico che smentisce l’idea di un’Italia passiva o inconsapevole, e che conferma invece una cultura della prevenzione avanzata.

Intelligence e sicurezza: un contributo strutturale

Nel quadro della lotta globale al terrorismo, l’Italia è stata ed è tuttora un partner affidabile e attivo del sistema di sicurezza euro-atlantico. Il contributo italiano non si è limitato al piano militare, ma ha riguardato anche la cooperazione informativa, l’analisi dei contesti di crisi e la prevenzione delle minacce asimmetriche.

Dopo l’11 settembre, il nostro Paese ha rafforzato come pochi altri il proprio dispositivo di sicurezza interna ed esterna, assumendosi oneri rilevanti nella protezione del territorio nazionale e degli interessi comuni dell’Alleanza.

Rispetto per chi ha combattuto

Le parole di Trump non sono solo un errore politico: sono una mancanza di rispetto verso i soldati italiani, verso le loro famiglie e verso un Paese che non ha mai chiesto scorciatoie né trattamenti di favore.

L’Alleanza Atlantica si fonda sulla fiducia reciproca e sul riconoscimento dei sacrifici condivisi. Mettere in discussione questo principio significa indebolire la NATO, non rafforzarla.

L’Italia non ha nulla da dimostrare. I fatti, i numeri e la storia parlano chiaro. Chi oggi riscrive il passato per convenienza politica, sbaglia bersaglio e sbaglia alleati.

Condividi l'articolo!
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin
Share on whatsapp
Share on email
Share on print
slot gacor slot gacor slot gacor https://penjastoto.com/ penjas69 prediksi hk slot gacor slot gacor slot gacor slot gacor slot gacor slot gacor slot gacor slot mahjong