Dalla formazione alla leadership pubblica, un confronto che ridefinisce il valore del capitale umano nelle istituzioni
In un panorama pubblico spesso dominato dall’urgenza, dalla polarizzazione del dibattito e dalla semplificazione dei temi complessi, iniziative capaci di riportare al centro la qualità delle persone e dei processi decisionali assumono un valore particolare. Il convegno “Soft Skills. La competenza per fare la differenza”, ospitato nella Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro del Senato della Repubblica, si inserisce proprio in questa direzione, distinguendosi per spessore culturale, respiro istituzionale e capacità di generare un confronto autentico tra mondi diversi.
Promosso dalla Senatrice Cinzia Pellegrino, Capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Straordinaria per i Diritti Umani, l’incontro ha rappresentato non solo la prosecuzione di un percorso già avviato, ma soprattutto un segnale politico e culturale chiaro: le soft skills non sono un tema marginale, bensì una componente strutturale dello sviluppo, della leadership e della credibilità delle istituzioni.
Un’iniziativa che interpreta il tempo presente
L’apprezzamento per l’iniziativa nasce dalla sua capacità di intercettare una delle principali esigenze del nostro tempo: governare la complessità senza perdere di vista la dimensione umana. In un contesto segnato da transizioni profonde – tecnologiche, economiche e sociali – il convegno ha saputo proporre una riflessione matura, lontana dalle formule di circostanza, restituendo alle soft skills la loro natura di competenza strategica e non di semplice attitudine personale.
Il fatto che questo confronto si sia svolto all’interno del Senato della Repubblica rafforza ulteriormente il valore dell’iniziativa. Non si è trattato di un evento simbolico, ma di un momento di elaborazione culturale che riconosce alle istituzioni il compito di orientare il dibattito pubblico anche su temi apparentemente “intangibili”, ma in realtà decisivi per la qualità della democrazia e della vita collettiva.
Il ruolo delle istituzioni nella valorizzazione del capitale umano
Nel suo intervento di apertura, la Senatrice Cinzia Pellegrino ha ribadito l’importanza di investire su competenze come la capacità di ascolto, la responsabilità, l’empatia e la visione etica, sottolineando come tali qualità siano oggi indispensabili per chi opera nelle istituzioni. Un approccio che ha trovato apprezzamento non solo per i contenuti espressi, ma per la coerenza con una visione che pone il capitale umano al centro delle politiche pubbliche.
L’iniziativa ha così assunto un valore esemplare, dimostrando come il Parlamento possa essere luogo di dialogo costruttivo e di contaminazione positiva tra politica, mondo accademico, professioni e società civile. Un modello che merita attenzione e continuità, soprattutto in una fase storica in cui la fiducia dei cittadini nelle istituzioni rappresenta una delle sfide più rilevanti.
Un confronto qualificato e multidisciplinare
Il livello degli interventi ha confermato la qualità dell’impianto dell’evento. Francesco De Noia, CEO e Founder della piattaforma e-learning Formazione e ideatore del premio, ha offerto una lettura lucida e concreta del tema, evidenziando come la formazione sulle soft skills debba diventare parte integrante dei percorsi educativi e professionali. La sua riflessione ha trovato riscontro nel consenso diffuso tra i partecipanti, a testimonianza di un’esigenza ormai condivisa.
Di particolare interesse anche il contributo di Giuseppe Natuzzi, Ufficiale Superiore del Corpo delle Capitanerie di Porto, che ha portato l’esperienza di un ambito in cui la qualità umana delle decisioni incide direttamente sulla sicurezza e sull’efficacia dell’azione istituzionale. Un intervento che ha reso evidente come le soft skills non siano un concetto astratto, ma una competenza operativa, misurabile nei risultati e nelle responsabilità assunte.
Premiare il merito, raccontare buone pratiche
Ampio spazio è stato dedicato alla cerimonia di premiazione, momento centrale non solo per il riconoscimento individuale, ma per il messaggio collettivo che ne è derivato. Premiare figure che hanno saputo coniugare competenza, etica e capacità relazionale significa proporre modelli positivi e credibili, capaci di ispirare le nuove generazioni.
Tra i premiati: Antonio Albanese, Direttore di AGC News; Roberto Bellotti, Rettore dell’Università degli Studi di Bari; Domenico Ciccarelli, Vicepresidente del British Institutes Examination Board; Paola Corna Pellegrini, Presidente di AICEO e del Winning Women Institute; Guido Croci, dirigente universitario e scrittore; Valerio De Luca, rappresentante di SPES Academy; Alessio Faccia, saggista e founder di X-Accounting; Alessandro Galantuomo, CEO di OrientaCampus; Nicola Loconte, Avvocato del Foro di Trani.
Tra i riconoscimenti assegnati figurano inoltre: Giuseppe Mongelli, Direttore della Ragioneria Territoriale dello Stato – Area Sud Adriatica; Vito Mormando, Vicepresidente della Corte dei Conti; Marco Natali, Presidente di Confprofessioni; Fabio Pompei, CEO di Deloitte Italia; Valter Quercioli, Presidente di Federmanager; Davide Rubinace, rappresentante della LILT, che ha ritirato il premio per Francesco Schittulli, già Presidente nazionale della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori; Sergio Schisani, Presidente di Invitalia; Nidal Shoukeir, Executive Board Director dell’ICCEHS, piattaforma globale nata nel 2024 per contrastare l’incitamento all’odio e all’estremismo.
La varietà dei profili premiati ha rappresentato uno dei punti di forza dell’iniziativa, restituendo un’immagine trasversale del Paese e dimostrando come le soft skills possano essere un terreno comune tra settori diversi.
Una conduzione che ha valorizzato il confronto
Il convegno è stato moderato da Emanuela Tittocchia, che ha accompagnato gli interventi assicurando il regolare svolgimento dei lavori e il coordinamento tra i relatori.
Un segnale che merita continuità
Nel suo complesso, il convegno si è distinto come iniziativa di qualità, capace di andare oltre la dimensione celebrativa per offrire contenuti, visione e prospettive. L’apprezzamento per l’evento risiede anche nella sua capacità di indicare una direzione: fare delle soft skills uno strumento di inclusione, valorizzazione del talento e promozione del merito.
In un’Italia chiamata a rafforzare la propria competitività senza rinunciare ai valori della coesione e della responsabilità sociale, appuntamenti come questo assumono un ruolo strategico. Il Senato della Repubblica, ospitando e promuovendo tali momenti di riflessione, conferma la propria funzione di luogo in cui il presente viene interpretato e il futuro immaginato.
Un’iniziativa che, per impostazione e contenuti, merita attenzione e continuità, perché investire sulle competenze trasversali significa investire sulla qualità della classe dirigente, delle istituzioni e, in ultima analisi, della democrazia stessa.




