Una nuova misura di definizione agevolata potrebbe interessare professionisti e imprese titolari di partita IVA. Tra gli emendamenti presentati durante l’esame parlamentare del decreto Accise figura infatti una proposta che consentirebbe di regolarizzare le annualità comprese tra il 2020 e il 2024 attraverso il pagamento di un’imposta sostitutiva, a condizione di aderire al concordato preventivo biennale per il periodo 2026-2027.
L’obiettivo dell’intervento è favorire l’emersione spontanea di basi imponibili pregresse e, allo stesso tempo, incentivare l’utilizzo degli strumenti di compliance fiscale.
Come funzionerebbe la regolarizzazione
La proposta prevede un meccanismo che consente di definire le posizioni fiscali pregresse mediante il versamento di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e delle relative addizionali.
Per determinare l’importo dovuto non verrebbero utilizzati esclusivamente i redditi già dichiarati, ma una base imponibile rideterminata attraverso specifici incrementi collegati al livello di affidabilità fiscale del contribuente.
In pratica, maggiore è il punteggio ottenuto negli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA), minore sarebbe la maggiorazione applicata al reddito di riferimento.
Aliquote differenziate in base al punteggio ISA
Il progetto attribuisce un ruolo centrale agli ISA, utilizzati come parametro per graduare il trattamento fiscale riservato ai contribuenti.
Per le annualità dal 2022 al 2024, le aliquote dell’imposta sostitutiva sarebbero articolate su tre livelli:
- 15% per i contribuenti con affidabilità fiscale più bassa;
- 12% per chi si colloca nelle fasce intermedie;
- 10% per i soggetti con i migliori livelli di affidabilità.
Per gli anni 2020 e 2021, caratterizzati dagli effetti economici dell’emergenza pandemica, è prevista una riduzione delle percentuali applicabili, con un alleggerimento del prelievo rispetto alle annualità successive.
Trattamento previsto anche per l’IRAP
La proposta non riguarda soltanto le imposte sui redditi.
Anche l’IRAP rientrerebbe nel perimetro della definizione agevolata, attraverso una base imponibile calcolata con criteri analoghi a quelli previsti per la regolarizzazione fiscale principale.
Per le annualità interessate dalla pandemia verrebbero inoltre applicate riduzioni specifiche dell’imposta dovuta.
Pagamento in unica soluzione o a rate
Per aderire alla procedura, i contribuenti avrebbero la possibilità di scegliere tra il versamento immediato dell’intera somma oppure una modalità rateale.
L’ipotesi allo studio prevede il pagamento in un’unica soluzione entro i termini fissati dalla norma oppure la suddivisione dell’importo in più rate mensili di pari ammontare.
L’obiettivo è consentire l’accesso alla misura anche a chi potrebbe incontrare difficoltà nel sostenere un esborso immediato particolarmente elevato.
Previsto un importo minimo per ogni annualità
Tra le condizioni individuate dal legislatore figura anche una soglia minima di versamento.
Per ciascun periodo d’imposta oggetto di regolarizzazione, l’imposta sostitutiva non potrebbe infatti scendere sotto una determinata cifra, indipendentemente dal risultato del calcolo effettuato sulla base dei redditi dichiarati.
La previsione è finalizzata a garantire un gettito minimo per l’Erario e a evitare adesioni con importi particolarmente contenuti.
Stop alle telefonate commerciali aggressive nel settore telecomunicazioni
Gli emendamenti presentati non si limitano agli aspetti fiscali.
Tra le proposte in discussione vi è anche un intervento destinato a contrastare le pratiche di telemarketing invasivo nel comparto delle telecomunicazioni.
L’obiettivo è estendere a questo settore restrizioni già previste in altri mercati regolamentati, limitando le chiamate promozionali non richieste e le comunicazioni commerciali prive di un consenso espresso da parte degli utenti.
Secondo il testo proposto, i contatti commerciali sarebbero consentiti principalmente su iniziativa del consumatore oppure nei confronti di clienti già acquisiti che abbiano fornito un’autorizzazione specifica.
Maggiore tolleranza per gli errori formali nei pagamenti elettronici
Un’altra novità riguarda la gestione delle discrepanze tra gli importi registrati dai terminali POS e quelli risultanti dalla documentazione fiscale.
La proposta introduce una soglia di tolleranza per gli errori meramente formali, con l’obiettivo di evitare contestazioni eccessivamente penalizzanti nei confronti degli operatori economici in presenza di scostamenti minimi e privi di finalità elusive.
Più tempo ai Comuni per la definizione agevolata dei tributi locali
Infine, il pacchetto di modifiche contiene anche una proroga dei termini relativi alla definizione agevolata di alcuni debiti locali.
L’intervento consentirebbe agli enti interessati di disporre di un periodo aggiuntivo per deliberare l’adesione alle procedure di rottamazione riguardanti tributi comunali, sanzioni amministrative e altre entrate di competenza locale.
La finalità è permettere alle amministrazioni coinvolte nei recenti rinnovi elettorali di completare gli adempimenti necessari e valutare con maggiore attenzione l’opportunità di aderire alle misure previste dalla normativa.
Un pacchetto di interventi ancora in fase di approvazione
Le misure contenute negli emendamenti sono attualmente oggetto di esame parlamentare e potrebbero subire modifiche durante l’iter di conversione del decreto.
Se confermata, la sanatoria collegata al concordato preventivo biennale rappresenterebbe una delle principali novità fiscali per le partite IVA, offrendo la possibilità di regolarizzare le annualità pregresse attraverso un sistema di tassazione agevolata calibrato sul livello di affidabilità fiscale del contribuente.
Noemi De Noia
