Accesso al mare, il passaggio dai lidi deve restare libero: quando non possono chiederti soldi

Ogni estate, davanti all’ingresso degli stabilimenti balneari, torna una domanda molto comune: per raggiungere il mare e fare semplicemente un bagno è necessario pagare?

La risposta richiede una distinzione importante. Il gestore di uno stabilimento può far pagare i servizi che offre, come ombrelloni, lettini, cabine o docce. Diverso è chiedere un pagamento esclusivamente per attraversare l’area concessa e raggiungere la battigia.

La spiaggia, infatti, non diventa una proprietà privata soltanto perché viene affidata in concessione a un operatore.

La spiaggia resta un bene pubblico

Le aree del demanio marittimo mantengono la loro natura pubblica anche quando vengono affidate alla gestione di uno stabilimento balneare.

La concessione attribuisce al gestore determinati poteri di organizzazione e utilizzo dell’area, ma non trasforma l’arenile in un bene privato. Il concessionario può quindi disciplinare le modalità di fruizione dello stabilimento, senza però eliminare i diritti riconosciuti al pubblico dalla legge.

Il principio è particolarmente importante quando si parla di accesso alla battigia. Il gestore può organizzare i percorsi interni e stabilire da dove debbano passare le persone, ma non può semplicemente eliminare la possibilità di raggiungere il mare.

Quando il pagamento è legittimo

Non tutto ciò che viene fatto pagare all’interno di un lido è illegittimo.

Un cliente può acquistare servizi come:

  • ombrellone e lettino;
  • cabina;
  • doccia;
  • deposito o custodia di oggetti;
  • altri servizi messi a disposizione dallo stabilimento.

In questi casi esiste una vera e propria prestazione offerta dal gestore e il relativo prezzo può essere richiesto.

La situazione è differente quando viene domandato un biglietto soltanto per attraversare lo stabilimento e raggiungere la battigia, senza usufruire di alcun servizio.

La normativa prevede infatti che l’accesso e il passaggio verso la battigia debbano essere garantiti in modo libero e gratuito, anche per chi intende semplicemente fare il bagno.

Il diritto di raggiungere il mare

La disciplina italiana contiene specifiche disposizioni a tutela del libero accesso alla battigia.

La legge 296 del 2006, in particolare, stabilisce per i titolari delle concessioni l’obbligo di assicurare l’accesso e il passaggio gratuiti verso la battigia situata davanti all’area concessa.

Un principio analogo è stato ribadito dalla normativa successiva, che tutela la possibilità di raggiungere la battigia anche per finalità di balneazione.

Questo significa che il gestore non può trasformare il semplice percorso verso il mare in un servizio a pagamento. Chi vuole soltanto arrivare all’acqua non dovrebbe essere obbligato ad acquistare un lettino, un ombrellone o un altro servizio.

Il gestore può comunque organizzare il percorso

Il diritto di passaggio non significa che chiunque possa muoversi liberamente in ogni parte dello stabilimento.

Il gestore conserva la possibilità di organizzare gli spazi e indicare un percorso preciso per raggiungere il mare. Può, ad esempio, impedire l’attraversamento di zone riservate al personale, locali tecnici, depositi o aree nelle quali il passaggio potrebbe creare problemi di sicurezza.

Ciò che non può fare è utilizzare questa facoltà organizzativa per rendere il passaggio praticamente impossibile.

Il percorso deve essere effettivamente accessibile e non può essere nascosto, sbarrato oppure subordinato al pagamento di un corrispettivo.

Attenzione alla battigia: non significa poterla occupare liberamente

Il diritto di raggiungere la battigia non significa che sia possibile utilizzare quella fascia come una normale area attrezzata.

La battigia deve rimanere libera per consentire il transito delle persone e garantire le necessarie condizioni di sicurezza. In particolare, le disposizioni locali possono prevedere specifiche regole per mantenere libero questo spazio, anche per consentire il passaggio dei mezzi e degli operatori di soccorso.

Di conseguenza, poter arrivare gratuitamente al mare non equivale ad avere il diritto di sistemare sulla battigia ombrelloni, sdraio o altre attrezzature.

Cosa succede se il passaggio viene chiuso

Un conto è organizzare l’accesso, un altro è impedire concretamente di raggiungere il mare.

La chiusura di un passaggio pubblico attraverso cancelli, barriere o altri ostacoli può comportare conseguenze per il concessionario, soprattutto quando l’ostruzione diventa stabile e impedisce effettivamente l’utilizzo pubblico dell’area.

Tra le norme che possono entrare in gioco c’è l’articolo 1161 del Codice della navigazione, che prevede conseguenze penali per determinate condotte di arbitraria occupazione o impedimento dell’uso pubblico del demanio.

La giurisprudenza ha affrontato anche casi nei quali l’accesso al mare era stato bloccato attraverso strutture collocate all’interno di aree affidate in concessione, riconoscendo la rilevanza penale della condotta in presenza dei necessari presupposti.

Anche il concessionario deve rispettare le regole

La concessione balneare non rappresenta quindi un’autorizzazione a gestire la spiaggia come se fosse una proprietà privata.

Il concessionario deve rispettare le condizioni stabilite dalla legge, dalle autorità competenti e dal proprio titolo concessorio. Una violazione occasionale e una pratica sistematica di limitazione dell’accesso possono naturalmente avere conseguenze differenti, ma una situazione documentata può essere segnalata agli organi competenti.

Fotografie, eventuali ricevute, comunicazioni e testimonianze possono essere utili per dimostrare che il passaggio è stato effettivamente impedito o subordinato a un pagamento.

Mare gratis, servizi a pagamento: la differenza fondamentale

Il principio da ricordare è quindi abbastanza semplice: il gestore può far pagare l’utilizzo dei servizi dello stabilimento, ma non può trasformare il semplice accesso alla battigia in un servizio commerciale.

Chi vuole trascorrere la giornata al lido utilizzando ombrellone, lettino, cabina o altre strutture deve naturalmente pagare quanto previsto dal gestore. Chi invece intende soltanto attraversare lo stabilimento per raggiungere il mare deve poter usufruire del passaggio previsto dalla legge.

La concessione, infatti, attribuisce al privato la gestione di uno spazio pubblico, ma non cancella il diritto della collettività di raggiungere il mare nei limiti stabiliti dalla normativa.

Per questo, davanti a un cancello chiuso o a una richiesta di denaro formulata esclusivamente per consentire il passaggio verso la battigia, non bisogna confondere il prezzo di un servizio con il diritto di accesso al mare.

Noemi De Noia

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