Più liquidità: così la BCE conferma il suo impegno contro la crisi

La Banca Centrale Europea conferma il suo impegno per contrastare la crisi innescata dalla pandemia: nel mese di dicembre, la massa monetaria M3 della Zona Euro è cresciuta del 12,3% annuo.

Per il dato si tratta dell’incremento maggiore dal 2017.

Come si può osservare sul nostro Calendario Economico, gli analisti avevano stimato un incremento in linea con il +11% registrato a novembre. Ma vediamo innanzitutto cosa è l’aggregato monetario M3.

Dell’aggregato M3 fanno parte il circolante, i depositi a breve e gli altri strumenti altamente liquidi.

La massa monetaria M3 comprende altri due indicatori, M1 e M2:

  • dell’aggregato M1 fanno parte il denaro circolante ed i depositi a vista;
  • l’aggregato M2 è invece composto da M1 più i depositi a scadenza fissa;
  • sommando a M2 i pronti contro termine, i titoli del mercato monetario e quelli a scadenza fino a due anni, si ottiene l’aggregato M3.

Si tratta di un indicatore particolarmente utilizzato dalla Banca Centrale Europea perché includendo tutti gli strumenti liquidi, altamente sostituibili tra loro, è valutato più stabile di M1 e M2.

In particolare, i dati diffusi dalla BCE hanno evidenziato che a dicembre la crescita di M1 è salita dal 14,5 al 15,6 per cento.

Rispetto a un anno prima i depositi a breve, esclusi gli overnight, sono passati dall’1,2 all’1,8% di aumento mentre gli strumenti di mercato sono balzati dal +14,4 al +24,1 per cento.

Stabili i prestiti ai privati (+3,1%) mentre quelli alle società non finanziarie hanno fatto registrare un +7%, non lontano dal 6,9% di un mese prima.

Per Bert Colijn di ING, “al momento, l’outlook economico per le imprese è semplicemente troppo incerto per prendere a prestito in vista di grandi investimenti”.

“Il secondo lockdown sta chiaramente avendo effetti differenti dal primo”, ha rilevato l’analista di ING. “Le imprese non stanno chiedendo linee di liquidità di emergenza come nella prima ondata”.

Spicca invece l’incremento dei depositi che, rileva l’esperto, è probabilmente legato ai lockdown in tutta la Zona Euro.

La crescita della massa monetaria M3 è in gran parte legata agli acquisti di asset, “che stanno spingendo al ribasso i tassi di interesse di Eurolandia ma che non (ancora) si traducono in una significativa crescita dei prestiti”.

Questo implica, conclude il Senior Economist di ING, “che l’incremento dell’inflazione che ci attendiamo nel corso del 2021 non sarà probabilmente guidato dall’attuale accelerazione della crescita di moneta ma da fattori più temporanei, come la ripresa del prezzo del greggio, la crescita dell’IVA in Germania e l’inflazione che sarà generata dall’allentamento delle misure di distanziamento sociale”.

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