Massimo Galli, direttore delle Malattie infettive dell’Ospedale Sacco di Milano, parla del(l’improbabile) ritorno a scuola di settembre:
Il virus c’è e lotta contro noi. Bisogna tenerlo a testa sotto. Ma non dobbiamo meravigliarci se qualche cosa va storto. È necessaria una generale programmazione degli interventi sul territorio. Più che preoccuparsi per i banchi e per distanziamenti dal successo improbabile, è necessario concentrarsi su prevenzione e sorveglianza sanitaria. E dove una garanzia totale di sicurezza non esiste. Ci sono momenti in cui i ragazzi finiscono per ammassarsi. Già non è semplice tenerli a freno per cinque ore di lezione in classe, figuriamoci con la mascherina: nemmeno un docente riesce a sopportarla per un’intera mattinata.
Mi auguro che in tempi non biblici vengano adottati dei sistemi di sorveglianza rapida che consentano una veloce identificazione di un focolaio nella scuola precisando che i test rapidi, come quelli che adottano negli aeroporti, darebbero una maggior rapidità di azione nell’individuare e contenere i focolai. Ogni plesso scolastico dovrebbe essere sottoposto al pungidito prima dell’inizio della scuola, una sorta di screening che verifica gli anticorpi di personale e studenti e ci aiuterebbe a capire cosa ci possiamo aspettare. Inoltre, andrebbe anche misurata la febbre, almeno all’ingresso di ogni istituto. È tempo di ripristinare una presenza sanitaria nelle scuole nell’ambito di una revisione completa della medicina territoriale. Servirebbe certo assai di più dei nuovi banchi.
