La protesta delle imprese artigiane. Il Fondo di Solidarietà bilaterale ha provveduto in tempi rapidissimi all’erogazione della cassa integrazione agli iscritti, ma adesso attende da 38 giorni che il governo reintegri le risorse, anche per provvedere ai pagamenti successivi.
I ritardi nei pagamenti degli assegni di sostegno al reddito per l’emergenza Covid non riguardano solamente le domande di cassa integrazione non ancora esaminate dall’Inps (circa 80 mila) o quelle esaminate e approvate per le quali non si è ancora provveduto all’erogazione (circa 150 mila) ma anche i Fondi bilaterali dei professionisti e delle imprese che sono stati letteralmente “svuotati” dall’anticipo della cassa integrazione, versata agli iscritti anticipando le somme dovute dal governo. Somme che a tutt’oggi non sono ancora arrivate.
“E’ inaccettabile il ritardo immotivato nel trasferimento delle risorse stanziate dal dl Rilancio per le prestazioni di sostegno al reddito per i dipendenti delle imprese artigiane. – scrive in una nota il segretario generale di Confartigianato Cesare Fumagalli – Dal 19 maggio è trascorso più di un mese e i soldi non sono ancora arrivati al Fondo di Solidarietà Bilaterale dell’Artigianato che è pronto, da allora, ad erogarli ai lavoratori in sospensione dal lavoro ‘per Covid-19′”.
Il segretario generale di Confartigianato sollecita al Governo risposte immediate: “Ci spieghino i ministri del Lavoro e dell’Economia quale giustificazione può avere il non trasferimento di somme già stanziate. Lo spieghino agli imprenditori artigiani che non sanno più che risposte dare ai loro collaboratori. E’ questa è la capacità di risposta all’emergenza? 37 giorni per trasferire i soldi? Abbiamo un problema davvero grave di cattiva burocrazia”.
Contestazione analoga da parte dell’ente bilaterale per l’artigianato abruzzese Ebrart, articolazione territoriale dell’ente territoriale, che parla di “ritardi inammissibili nell’erogazione degli ammortizzatori sociali al mondo degli artigiani”. Nei giorni precedenti anche gli altri enti regionali hanno protestato per i ritardi del governo, e la protesta di quello abruzzese è soltanto l’ultima in ordine di tempo.
