Questa settimana sullo scenario politico peggiore troviamo il PD, i 5 Stelle e non un altro partito, bensì un professore che con il suo gesto indegno ha esplicitato l’odio della sinistra nei confronti della destra.
Si continua a parlare della tassa di successione proposta da Enrico Letta, leader del Partito Democratico. Una proposta del tutto anacronistica dopo i disastri socio-economici seminati dalla pandemia da Coronavirus, che tutt’ora fa spavento.
Il folle progetto del vertice PD è di intervenire sulle donazioni o sulle eredità superiori a 5 milioni di euro, coinvolgendo l’1% degli italiani e recuperando 2,8 miliardi di euro. Il tutto per creare un fondo e destinare un assegno da diecimila euro al compimento dei diciotto anni a giovani con un reddito medio-basso sulla base del reddito Isee. Da spendere in formazione e istruzione; lavoro e piccola imprenditoria; casa e alloggio. Un’iniziativa che coinvolgerebbe 280mila maggiorenni, circa la metà dei diciottenni italiani.
Il fine ultimo, certo, non è da biasimare, ma è mai possibile introdurre ulteriori tasse in un momento drammatico come quello che sta attraversando l’Italia? Eppure Enrico Letta continua a insistere su quella che possiamo definire una patrimoniale, avendo dichiarato di volerla difendere con le unghie e con i denti, nonostante Draghi si sia già detto contrario, come alcuni stessi esponenti piddini.
Intanto l’ex sindaco di Lodi, Simone Uggetti è stato assolto mercoledì scorso in Appello al processo per la presunta turbativa d’asta su un bando per la gestione delle piscine comunali, accusa che aveva portato al suo arresto nel 2016. Il caos mediatico sulla sua persona fu innescato dal Movimento 5 Stelle, tanto che Luigi Di Maio ha pubblicamente avanzato le sue scuse. Cosa che non ha fatto, invece, Danilo Toninelli, il grillino considerato mai il “re delle gaffe”. Nessuna vergogna, dunque, da parte sua, per l’ingiusta gogna mediatica.
Scuse che non sono arrivate anche dal professore che si è orgogliosamente fotografato con lo sfondo dei libri di Giorgia Meloni girati al contrario. Una chiara evocazione del fascismo, ma da cui il docente universitario ha preso le distanze. Cosa voleva significare, dunque, la Meloni a testa in giù? E così la leader FdI replica su Facebook con tanto di screenshot dei commenti: “Ma vi sembra normale che un docente universitario scherzi sui miei libri ribaltati per simulare il fatto che io venga appesa? Ecco a voi – continua – l’esempio di una delle tante ‘menti’ che insegnano ai giovani il rispetto, la tolleranza, la libertà di pensiero e il confronto civile. Menomale che i cattivi seminatori di odio siamo noi di destra…”, sottolinea. L’odio della sinistra non ha confini.
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