Dal 15 ottobre sarà operativa la nuova Alitalia-Ita, compagnia aerea che ha avuto il semaforo verde dall’UE. Avrà una flotta dimezzata di 52 aerei e soli 2.800 dipendenti rispetto agli attuali 11mila. Ma, subito dopo, punterà a crescere e a riguadagnare posizioni, tanto che già il prossimo anno conta di assorbire 5.750 dipendenti della vecchia compagnia.
Dopo una lunga trattativa sul dossier Alitalia, è arrivato l’accordo con l’Ue per l’avvio della nuova compagnia. E in contemporanea il nuovo consiglio di amministrazione approva il piano industriale. Protestano invece i sindacati che definiscono “inaccettabile” l’impostazione della nuova compagnia.
La discussione con la Commissione Europea su Ita “ha consentito di giungere ad una soluzione costruttiva ed equilibrata, che garantisce la discontinuità necessaria al rispetto della normativa europea”, spiega il ministero dell’Economia. L’intesa consente ora – dice il Mef – di avviare le procedure relative all’aumento di capitale di Italia Trasporto Aereo. Dopo l’approvazione del Piano i soci potranno deliberare su un aumento di capitale da 700 milioni di euro.
Servirà come dotazione finanziaria indispensabile per l’acquisizione degli asset. Già perché Ita potrà acquisire tramite negoziazione diretta con Alitalia gli asset del settore volo (“Aviation”), mentre il brand Alitalia sarà ceduto attraverso una gara pubblica, bandita e gestita da Alitalia, alla quale ITA parteciperà “in quanto ritiene il brand elemento imprescindibile”. Lo stesso vale per le attività di “Ground Handling” e la “Manutenzione”.
