La Riforma fiscale, prevista nel brevissimo periodo, potrebbe costare oltre i 13 miliardi.
Le cifre di finanziamento della riforma saranno poi indicate in dettaglio nella legge di bilancio 2022. E dopo l’approvazione della legge delega sarà compito di una commissione di tecnici dar attuazione ai contenuti della legge delega attraverso i decreti attuativi.
Le cifre stimate si scontrano però con le risorse attualmente previste a legislazione vigente. La legge di bilancio del 2020 aveva già messo in cantiere una cornice di riforma fiscale destinando all’operazione due miliardi. Degli 8 originariamente stanziati, 6 miliardi sono stati previsti per la riforma dell’assegno unico presentato come anticipo proprio della riscrittura del sistema fiscale. Sul sentiero stretto delle risorse attuali si è fermato ieri Antonio Misiani, già viceministro dell’economia durante il governo Conte e ora responsabile economico del Pd, intervenendo al convegno della Uilpa sull’evasione fiscale (si veda altro articolo in pagina): «La riforma fiscale ha uno stanziamento, a legislazione vigente, da 1 a 2 mld di euro dal 2023 e il ministro dell’economia Daniele Franco ha detto che riforma fiscale va attuata in equilibrio prospettico del bilancio pubblico e non in deficit. Gli stanziamenti sono limitati e questo renderà necessaria la scelta di priorità rispetto alle proposte che abbiamo presentato nel documento parlamentare sull’evasione fiscale. Se la riforma non conterrà misure coraggiose di recupero degli oltre 100 mld di evasione non si potrà parlare di nessuna vera riforma fiscale nel nostro paese», ha concluso Misiani.
