Evasione fiscale, maggiore dialogo tra le banche dati dell’anagrafe tributaria è l’arma per sconfiggerla

Per ridurre il sommerso fiscale occorre far dialogare fra di loro le banche dati dell’anagrafe tributaria.

Soltanto in questo modo si potrà ottenere quell’innalzamento della qualità dei controlli fiscali che risulta indispensabile per conseguire risultati importanti nella lotta all’evasione fiscale.

È quanto si legge nell’atto di indirizzo per il conseguimento degli obiettivi di politica fiscale per gli anni 2021-2023, sottoscritto dal Ministro dell’Economia e delle Finanze nei giorni scorsi. Il miglioramento del sistema informativo della fiscalità attraverso il consolidamento del presidio delle banche dati dell’Amministrazione finanziaria, si legge nel documento citato, dovrà comunque avvenire in linea con le normative in tema di protezione dei dati personali e di protezione cibernetica e sicurezza informatica.

La necessità di utilizzare con maggiore efficacia ed efficienza i milioni di dati che confluiscono periodicamente nelle diverse partizioni dell’anagrafe tributaria, costituisce dunque il vero e proprio snodo centrale per ottenere significativi risultati nella lotta all’evasione.

Se l’amministrazione finanziaria riuscirà a far dialogare fra loro le banche dati a sua disposizione potrà effettuare analisi del rischio di evasione e selezione delle posizioni da sottoporre a controllo fiscale, sempre più efficienti e affidabili.

Per ottenere questo risultato l’atto di indirizzo richiede investimenti in due diverse direzioni: incremento del personale dedicato a tali attività e adozione di sistemi informatici sempre più sofisticati e appropriati al raggiungimento dei suddetti obiettivi.

Più volte l’atto di indirizzo fa riferimento alla costruzione di appositi algoritmi in grado di elaborare informazioni sempre più sofisticate in grado di individuare, con sufficiente precisione, la pericolosità fiscale di ogni singolo contribuente.

In quest’ottica un ruolo non trascurabile verrà assunto dalle informazioni che l’amministrazione finanziaria può desumere dai risultati conseguiti dai contribuenti in termini di indicatori sintetici di affidabilità fiscale (ISA).

Questo strumento, nato per sostituire gli studi di settore, si pone infatti quale finalità proprio quella di fornire indicazioni utili ai fini della selezione delle posizioni di contribuenti da sottoporre a controllo e verifica fiscale. Una volta inviate le dichiarazioni dei redditi del periodo d’imposta 2020, nell’anagrafe tributaria saranno presenti i risultati in termini di affidabilità fiscale di tre distinte annualità.

Sarà proprio la lettura e la interpretazione di tali serie storiche di punteggi di affidabilità fiscale che consentirà al fisco di selezionare le posizioni da prendere in considerazione nell’ottica dei controlli o della richiesta di informazioni supplementari.Ma oltre ai risultati degli ISA l’amministrazione finanziaria può ora disporre di un quantità di informazioni che soltanto pochi anni fa erano inimmaginabili.

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