Il parlamento rumeno ha bocciato per l’ennesima volta una proposta di legalizzazione delle unioni civili tra perosne dello stesso sesso.
È l’ottava volta (o forse la nona, abbiamo perso il conto).
Secondo il nostro corrispondente in Romania, l’attuale crisi politica ed energetica e i crescenti disordini causati da un governo catastrofico, corrotto e incompetente hanno contribuito all’esito del voto sopra menzionato.
Inoltre, il 10% circa dei seggi che il nuovo partito AUR detiene attualmente in Parlamento ha spostato l’equilibrio politico verso una posizione più conservatrice. (Pro Vita e Famiglia)
