Nuovo accordo politico per tagliare le aliquote IRPEF . Un vero intervento strutturale previsto non solo per il 2022. Si tratta per lo meno di un primo passo verso questa direzione, usando 6,5/7 miliardi degli 8 messi a disposizione dalla Legge di Bilancio 2022.
Dalle ultime notizie diffuse dalle agenzie di stampa trapela che si tratta di un doppio taglio dell’IRPEF: il primo riguarda il passaggio da cinque a quattro aliquote (e scaglioni), il secondo è la riduzione di alcuni punti percentuali di tutte le aliquote. A spiegare le ultime decisioni prese in merito alla riforma fiscale è stato il viceministro del Ministero dello Sviluppo Economico Gilberto Pichetto. È stato raggiunto l’accordo tra i partiti politici, ma manca l’ok di Draghi.
Vediamo quindi cosa cambia e per chi, o meglio ancora per quali redditi, prendendo in considerazione le ultime novità.
Risparmi di imposta fino a 920 euro per un reddito da 50 mila euro, mentre per un reddito da 35 mila euro si potrà arrivare a 470 euro l’anno. A 45 mila euro invece il risparmio si quantifica in 770 euro.
È la fascia di reddito tra i 35 mila e i 50 mila euro a beneficiare maggiormente della rivisitazione dell’Irpef e del passaggio da cinque a quattro aliquote.
Secondo una elaborazione di Caf-cia il risparmio di imposta cresce fino ai 50 mila euro per poi andare a calare nel caso di un reddito oltre i 120 mila euro, per cui il risparmio è contenuto nella misura di 270 euro. I casi proposti sono al netto delle detrazioni.
Venendo all’esempio pubblicato in pagina, un reddito da 50 mila euro è stato posto allo specchio con la situazione attualmente in vigore e quella con cui sarà necessario fare i conti a partire dal 2022.
Nel caso proposto un reddito lordo con il vigente sistema a 5 aliquote, che incidono su ogni scaglione in maniera corrispondente alla propria aliquota, avrà una quota imponibile pari a 15.320.
Applicando allo stesso reddito le 4 aliquote, la differenza di imponibile è consistente, si passa a 14.400 euro con un «risparmio di imposta» come indicato nella tabella in pagina da 920 euro.
I risparmi modulari crescono dunque fino al reddito di 50 mila euro che vede, rispetto alle regole attuali le aliquote a 27 e 38% “perdere” due e tre punti agendo con le nuove aliquote a 25 e 35%.
Per la fascia reddituale fino a 22 mila euro, il risparmio puo’ essere quantificato in 140 euro. Il salto a 25 mila segna un aumento nel risparmio di imposta a 200 euro. L’incidenza del taglio delle aliquote sulle fasce di reddito diventa più consistente in quella del ceto medio.
La nuova riorganizzazione degli scaglioni prevederà a partire dal 2022, che per la fascia di reddito tra 0 e 15 mila euro si applicherà l’aliquota del 23%; per quella tra 15 mila e 28 mila quella del 25%; tra 28 e 50 mila quella al 35% e maggiore di 50 mila euro quella al 42% (si veda altro pezzo in pagina).
Mentre oggi le aliquote e gli scaglioni sono così suddivisi: il 23% per redditi fino a 15 mila euro, 15-28mila euro, aliquota al 27%; fascia di reddito 28-55 mila, aliquota al 38% e fascia 55 -75 mila al 41%, oltre i 75 mila euro il 43%.
Oltre i 50 mila euro, dalla simulazione realizzata da Caf-cia si ha per un reddito, ad esempio a 70 mila euro, un risparmio pari a 370, che scende a 270 per un reddito oltre gli 80 mila euro.
I dati delle dichiarazioni 2020. Ricordiamo dai dati delle dichiarazioni 2020 pubblicati dal dipartimento delle finanza (anno di imposta 2019) che: la distribuzione dell’imposta per classi di reddito complessivo, i contribuenti con imposta netta e redditi fino a 35.000 euro (oltre 82% del totale) dichiarano il 43% dell’imposta netta totale, mentre il restante 57% è dichiarata dai contribuenti con redditi superiori a 35.000 euro (18% del totale contribuenti).
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I soggetti con un reddito complessivo maggiore di 300.000 euro dichiarano circa il 6,0% dell’imposta totale. Le dichiarazioni presentate nel 2020 sono 41.525.982.
Circa 31,2 milioni di contribuenti (il 75% del totale) dichiarano un’imposta netta pari a 165,1 miliardi di euro (+0,5% rispetto al 2018) per un valore pro capite di 5.300 euro. Circa 10,4 milioni di soggetti hanno imposta netta pari a zero.
