L’emendamento del M5S, infatti, prendendo spunto dalle osservazioni presentate dal Comitato scientifico per la valutazione del Reddito di cittadinanza e “per mitigare la proposta” prevede di ridurre il requisito della residenza da 10 a 8 anni per il 2022 e da 8 a 5 anni per il 2023. E subito scatta la polemica all’interno del governo con la Lega.
”I 5 stelle stanno distruggendo l’etica del lavoro con un provvedimento che rasenta il voto di scambio – sbotta il parlamentare di Fratelli d’Italia, Federico Mollicone. – Se fossimo al governo aboliremmo il reddito di cittadinanza per finanziare un vero cuneo fiscale che possa produrre veri posti di lavoro e abbattere il costo fiscale del lavoro”.
“Aumentano le bollette, milioni di italiani rischiano di rimanere al freddo e senza lavoro, ma il M5s si concentra a dimezzare i tempi per far avere il Reddito di cittadinanza agli stranieri“: è il commento dei capigruppo di Camera e Senato della Lega Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo. “Solo quest’anno – rilevano – sono stati spesi oltre 9 miliardi per una misura che troppo spesso ha regalato soldi a finti poveri e furbetti. La Lega lavora invece per aiutare in concreto famiglie e imprese. Recuperando risorse attraverso una riforma del Reddito di cittadinanza che deve rimanere un sussidio destinato a chi realmente ne ha bisogno e non un incentivo a non lavorare. Questione di priorità”. (Secolo d’Italia)
