Boldrini perde in Tribunale: dire che le sue “risorse” stuprano e uccidono non è reato

Laura Boldrini ha perso la sua guerra in Tribunale dopo aver querelato il quotidiano Libero per un articolo dell’ottobre del 2018, intitolato: «Desirée Mariottini, Laura Boldrini: le sue “risorse” stuprano e uccidono, ma lei va all’attacco di Salvini». Ma l’esponente di sinistra dal femminismo facile e pro immigrazione a tutto spiano non è riuscita a farsi valere. Il giudice ha rigettato le sue accuse: “Nessuna diffamazione”. Lo ha deciso il gup del Tribunale di Milano Natalia Imarisio qualche giorno fa. E così l’ex presidente della Camera è rimasta con un pugno di mosche in mano dopo il non luogo a procedere deciso nei confronti dell’allora direttore responsabile di Libero Pietro Senaldi e del giornalista Matteo Legnani. A rivelarlo è stato lo stesso quotidiano, ad oggi diretto da Alessandro Sallusti.

L’articolo di giornale al centro della vicenda giudiziaria faceva riferimento al delitto della Mariottini. Con l’espressione “risorse boldriniane che stuprano e uccidono” l’ex presidente della Camera si è sentita offesa, pur consapevole che della verità in questa storia c’è, eccome. Vuole forse far finta l’esponente del Partito Democratico che più immigrazione ha fatto salire anche il tasso di crimini nel nostro Paese? Il titolo di Libero fu pubblicato specie dopo la tragedia della ragazza stuprata e uccisa nell’ottobre 2018 a Roma da quattro clandestini. Di qui la Boldrini fu tirata in ballo, essendo ai tempi sempre in prima linea per incentivare l’apertura delle frontiere. Lei giudicò l’articolo lesivo del suo «onore» e della sua «reputazione», volto a «intendere che lei stessa fosse corresponsabile della commissione del delitto oggetto del fatto di cronaca».

Il giudice non ha soddisfatto le aspettative della Boldrini. Secondo lui, infatti, l’articolo è una «legittima espressione del diritto di critica politica» e non lede l’onore della piddina, non rilevando «alcuna responsabilità penale personale, neppure sul piano di una presunta responsabilità “politica” o morale».

Il giornalista Legnani, che ha firmato l’articolo, definiva inopportune le dichiarazioni della Boldrini. “In queste ore di choc e di pietà per Desirée Mariottini, la ex presidente della Camera (che forse quando apre bocca dovrebbe avere più rispetto per la carica che ha ricoperto in rappresentanza di tutti gli italiani) è stata tra i pochi esponenti della sinistra che abbiano avuto la stralunata idea di attaccare il ministro dell’Interno Matteo Salvini sulla tragedia di San Lorenzo: ‘Anziché trasformare il dolore per la povera Desirée in un set cinematografico in diretta Facebook, il ministro Salvini lavori nel suo ufficio al Viminale e metta in campo misure concrete per la sicurezza di tutti e tutte. Io sto coi cittadini e le cittadine che non sopportano più degrado, incuria e violenza’. Buono a sapersi, da parte di una che fino a ieri voleva porte aperte a tutti gli immigrati in Italia…”.

CC

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