Il Movimento 5 Stelle non brilla per coerenza e compattezza di idee, e lo sta dimostrando per l’ennesima volta. Sulla guerra in Ucraina i grillini appaiono divisi: il dilemma è se vada o meno applicata la par condicio all’audizione che si terrà martedì a Camere unite per Zelensky, quanto per Putin. Non è ben chiaro se i pentastellati siano dalla parte dell’Ucraina o della Russia. La domanda che si stanno ponendo è: “votiamo la risoluzione della maggioranza o ci posizioniamo al versante opposto? La guerra è anche all’interno del Movimento, ma non è una novità.
E’ in primis il parlamentare grillino Nicola Grimaldi che ha reso lapalissiana la belligeranza sul tema Russia-Ucraina: Grimaldi spera che non sia solo Zelensky ad essere ascoltato alla Camera, tramite videoconferenza, ma che sia dato spazio anche alla versione e le motivazioni di Putin. «Penso si debbano ascoltare le due campane», ha affermato la senatrice ex M5S, Bianca Laura Granato, specificando che martedì non sarà in aula. «Lo seguirò da remoto. Tanto non si può intervenire…». La domanda sorge spontanea: perché bisogna sentire cosa ha da dire anche il presidente russo? «Perché il torto e la ragione non stanno mai da una parte sola. E non si possono dividere con un taglio netto. Bisogna essere imparziali».
Non è chiaro quindi se i grillini si stiano schierando da un fronte della guerra piuttosto che dall’altro. Sull’evidente frattura ha cercato di riordinare le idee l’Adnkronos, che intervistando vari grillini ha rivolto alcune domande sulla questione anche alla deputata M5S Enrica Segneri: “il deputato Nicola Grimaldi invoca un intervento di Putin alla Camera, oltre a quello del presidente ucraino Zelensky. Lei appoggia la richiesta del suo collega?” «Assolutamente no», ha replicato Segneri. Per lei ci sarebbe un’ulteriore strada perseguire: non ascoltare Zelensky, non ascoltare sia lui che Putin, bensì non ascoltare entrambi. «Il punto è che il Parlamento italiano non dovrebbe essere esposto a incontri del genere. È il Parlamento europeo il luogo deputato a questo tipo di interlocuzioni. Lo sostengo con forza. L’Unione europea e il Parlamento europeo, dunque, dovrebbero autorevolmente rappresentare tutti gli Stati membri. Ma purtroppo la tanto declamata “sovranità europea” continua a non trovare mai una reale attuazione…», ha asserito.
Il presidente della Camera, Roberto Fico, trova una soluzione: Volodymyr Zelensky martedì sarà ascoltato i in Parlamento, ma chi non avesse intenzione di sentire cosa ha da dire potrà astenersi e non essere presente.
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