Segnalate 7.600 operazioni sospette in due anni di pandemia (2.197 segnalazioni nel corso del 2020 e altre 5.365 nel 2021) collegate al Covid (truffe e illeciti negli appalti per mascherine e nei finanziamenti alle imprese e nei crediti di imposta ecc.) per un totale di 13,4 miliardi di euro. E’ quanto la Uif, l’unità di informazione finanziaria presso la banca d’Italia, ha ricevuto e trasmesso agli organi giudiziari, secondo quanto si legge in un rapporto. L’importo delle segnalazioni effettivamente eseguite ha sfiorato i 7 miliardi.
“La pandemia”, spiega la Uif, “ha portato all’attenzione nuovi elementi sintomatici di operatività illecite che impattano anche sul contrasto al riciclaggio. È stato perciò necessario integrare i criteri di classificazione delle segnalazioni per meglio monitorare i rischi inerenti ai contesti sospetti”.
Il 95% delle segnalazioni collegate al contesto pandemico è riconducibile a segnalanti del comparto banche, comprensivo delle Poste.
Dall`osservazione del flusso di segnalazioni Covid-19, l’Uif ha individuato quattro fasi. la prima, fino a luglio 2020 vede un rapido aumento delle segnalazioni, che riportavano principalmente sospette truffe e illeciti nella fornitura di strumenti e dispositivi sanitari, sovente caratterizzati da importi rilevanti che hanno indotto gli operatori a non eseguire le operazioni prospettate.
Sono state numerose, nel periodo, anche le operazioni anomale in contante, spesso però riconducibili all`incertezza sulla disponibilità di liquidità soprattutto nella prima fase del lockdown. Il 95% delle segnalazioni collegate al contesto pandemico è riconducibile a segnalanti del comparto banche (comprensivo delle Poste); seguono gli intermediari finanziari non bancari (3,5% delle segnalazioni della specie), gli uffici della Pubblica amministrazione (0,8%), i professionisti (0,6%) e gli altri operatori non finanziari (0,1%).
Tra agosto 2020 e gennaio 2021 il numero di segnalazioni di operazioni sospette si è stabilizzato. Le anomalie riscontrate in questa fase sono state in molti casi collegate all`indebito ricorso ai benefici disciplinati dalla legislazione per fronteggiare la crisi indotta dalla pandemia. Si sono manifestate incoerenze tra spese dichiarate e attività dell`impresa coinvolta e, in generale, eccessivi importi movimentati rispetto all`ordinaria gestione d`impresa.
La terza fase, tra febbraio e settembre 2021, riguarda segnalazioni principalmente ascrivibili ad abusi di finanziamenti pubblici, ottenuti per effetto degli interventi di sostegno, realizzati mediante distrazione di fondi o giri su conti correnti personali rispetto a quelli beneficiari delle erogazioni.
Nell`ultimo trimestre dello scorso anno, infine, sono aumentate le segnalazioni originate da illeciti utilizzi delle detrazioni fiscali riconosciute dalla legislazione di urgenza, fenomeno che risulta particolarmente rilevante anche per gli elevati importi coinvolti.
Sotto il profilo geografico, dice ancora l’Uif, le operazioni sospette riferite a casistiche Covid-19 toccano tutte le regioni del Paese. Il Lazio, dove si trovano molte amministrazioni deputate all`intervento pubblico di contrasto sanitario ed economico al Covid-19, è la regione più interessata con oltre un quarto delle segnalazioni; seguono Lombardia (12,5%), Campania (9,0%) ed Emilia-Romagna (8,9%). A livello provinciale, a Roma si concentra oltre il 26% delle SOS (fra cui oltre il 40% di quelle degli intermediari non bancari e dei professionisti, nonché tutte le comunicazioni effettuate da uffici pubblici); seguono Milano e Napoli, che costituiscono rispettivamente il 6,4% e il 5,3% delle segnalazioni della specie. Torino, Bologna, Firenze, Palermo, Brescia, Foggia, Ravenna e Padova superano le 100 segnalazioni di operazioni sospette.
La Uif ha poi richiamato l`attenzione dei soggetti obbligati sui nuovi fattori di rischio legati alla pandemia e in particolare sulle possibili infiltrazioni da parte della criminalità organizzata, con due Comunicazioni, datate 16 aprile 2020 e 11 febbraio 2021, con le quali sono stati evidenziati, fra l`altro, i rischi di illeciti utilizzi delle detrazioni fiscali riconosciute dalla legislazione d`urgenza e dell`eventuale natura fittizia dei relativi crediti fiscali dichiarati e ceduti, fenomeni già posti in luce in via generale nell`ambito della Comunicazione del 10 novembre 2020.
