A Ravenna siamo di fronte all’ennesima battaglia in stile Laura Boldrini affinchè sostantivi e aggettivi da vocabolario maschili, abbiano anche un corrispettivo femminile. L’ex presidente piddina, sul fronte del politicamente corretto nell’uso nell’ambito del progetto “Shaping Fair Cities – agenda 2030”, finanziato dalla Commissione europea con il contributo del Comune, ispira quei manifesti sui cui campeggia la scritta “chiamami dottora” realizzati dalla rete associativa Liberedonne Aps – Casa delle donne, Villaggio globale, Femminile maschile e plurale. Motivo della storpiatura linguistica su cui anche la Murgia (la teorica di quella genialata chiama schwa…) si starà spellando le mani? “ Le parole che usiamo creano il mondo in cui viviamo. Impariamo a farci caso”.
Boldrinate che pagano ovviamente i contribuenti. ”Attraverso questi pannelli – si legge in una nota – si intende portare all’attenzione della cittadinanza, lo squilibrio di genere esistente in Europa, in Italia e a Ravenna nella vita di tutti i giorni: a livello lavorativo/salariale, di tempo dedicato alla cura della casa e della famiglia e nelle cure sanitarie”. La donna ritratta sul manifesto della “dottora”, peraltro, ha anche il velo, non si comprende bene perché, se non mischiando curiosamente una battaglia sull’emancipazione delle islamiche a una battaglia lessicale tutta italiana (per fortuna degli islamici). Il progetto dell’Ue, “Shaping Fair Cities”, è stato finanziato dalla Commissione con una cifra notevole, 3 milioni e 342mila euro, per realizzare attività socio-culturali in varie realtà europee tra cui l’Emilia Romagna. “20 ragazze di età compresa fra i 20 e i 30 anni si sono interrogate sulle parole che disegnano il nostro mondo (spesso sessista e misogino).
Dalle riflessioni fatte insieme sono nati dieci pannelli distribuiti in alcuni luoghi selezionati di Ravenna. Un piccolo gesto per portare al di fuori della nostra bolla, verso la cittadinanza, alcuni dei pensieri su cui tanto ci intestardiamo ogni giorno…”, è scritto nel manifesto. Soldi sprecati, secondo la Lega, che al Parlamento europeo annuncia un’interrogazione sulla vicenda .
