Meloni attaccata per le sue parole, ”non siamo in un paese libero”

Le parole del leader della FdI sono state interpretate come una narrazione demonizzante delle forze conservatrici in un convegno sui rischi della libertà, alla presenza di Giorgia Meloni con Enrico Letta. In particolare in questa operazione si sono distinti due giornalisti: Pietro Salvatori e Laura Cesaretti.

E’ stata la stessa Giorgia Meloni sulla sua pagina Fb a denunciare quella che chiama “mistificazione”. “Per i giornalisti mainstream è uno scandalo che in un convegno su libertà e democrazia io abbia sostenuto che: 1) Difendo il diritto degli altri a non pensarla come me. 2) È preoccupante che il Presidente degli Usa allora in carica, eletto da milioni di cittadini, venisse censurato dalle big tech dei social media; 3) In una democrazia tra diritto alla salute e diritto alla libertà – due questioni fondamentali – si deve cercare un equilibrio per garantire entrambi”.

“Ecco – conclude Meloni – penso che se ci sono giornalisti che si riempiono la bocca di parole come libertà di stampa e poi mi attaccano per aver detto questo, allora abbiamo davvero un problema di libertà e democrazia in Italia“.

Meloni aveva esordito parlando di deroghe alle libertà conquistate e ponendosi la domanda: la libertà di espressione è garantita nelle nostre democrazie? Quindi aveva fatto l’esempio di Trump oscurato dai social. E si era detta contraria ad espellere dal dibattito pubblico le voci dissonanti sulla guerra in Ucraina. “A me spaventa – aveva aggiunto – una democrazia nella quale si impedisce alle persone di manifestare contro il governo e si tollerano i rave illegali”. Nessuno può negare insomma che sia esistito, durante la pandemia, il problema di dover conciliare diritto alla salute e libertà. Così come nessuno può negare che deve esistere il pluralismo delle idee.

Sono però bastate queste premesse per far passare Giorgia Meloni come una fan di Trump o di Orsini. O almeno questa è stata l’interpretazione dei giornalisti su citati. Pietro Salvatori ha così sintetizzato l’intervento della Meloni: “Giorgia Meloni interviene insieme a Enrico Letta a un convegno sulle “democrazie a rischio”. Nei primi 5 minuti: -difende Trump e chi sull’Ucraina “ha posizione distonica” (Orsini&co) -attacca le limitazioni da Covid e “la globalizzazione che abbiamo deciso di subire”.

Laura Cesaretti, in una sorta di copia e incolla, fa la stessa osservazione: “Meloni esordisce al convegno su “democrazie a rischio” 1) difendendo Trump 2) denunciando censura contro Orsini&Co 3) attaccando le “forzature” Covid contro la “libbbertà” Ma ditemi ancora che ha avuto una svolta liberale, oh yeah”. E si merita il commento irato di Guido Crosetto: “Cesaretti, sei la regina della disinformazione”.

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