La leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni torna alla carica durante la conferenza programmatica organizzata dal suo partito a Milano, in cui Fratelli d’Italia ha voluto dimostrare a tutti il suo vigore e di essere pronta a governare il Paese. Tante le idee portate sul piatto dalla Presidente FdI, di cui una molto originale: istituire il liceo del Made in Italy. «Penso che l’Italia debba investire sul marchio, che l’Italia dovrebbe avere un ministero del mare, che ci sia un liceo del made in Italy per i giovani e non il reddito di cittadinanza. Bisogna avere una visione e perseguirla», ha detto la grande leader sul palco del MiCo, Milano Convention Centre, durante il suo lungo discorso alla platea.
Una proposta che ha trovato subito larghi consensi, specie dai piccoli imprenditori schiacciati dalla becera concorrenza e che vorrebbero ridare lustro ai prodotti della madre patria, la nostra bella Italia. La Confederazione Aepi, Associazioni Europee di Professionisti e Imprese, si è espressa infatti a favore dell’idea lanciata dalla big politica. Lo ha fatto presente all’Adnkronos Mino Dinoi, presidente dell’Aepi: «Bene un liceo del Made in Italy come proposto dalla leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni e, più in generale, tutto quanto possa davvero concorrere a valorizzare questo comparto di eccellenza come merita, partendo da figure specializzate e competenti».
Che diventi ufficialmente una proposta di legge? L’idea era già stata presentata due anni fa ma la discussione in I Commissione alla Camera in merito a un liceo del Made in Italy non è mai stata avviata, nonostante diversi parlamentari di varie forze politiche ne abbiano sottoscritto il testo.
L’Aepi spera che il testo passi e Dinoi già delinea nel concreto il progetto: «Riteniamo che un ministro in grado di guidare e governare questa sfida debba avere un profilo internazionale e adeguata esperienza manageriale da mettere al servizio delle piccole e micro imprese italiane. Ecco perché anche l’idea di un liceo che possa formare figure esperte in questo campo è da cogliere positivamente». Secondo Aepi dovrebbe essere «un ministero con portafoglio, in grado di caratterizzarsi come referente unico per il mondo economico e istituzionale, capace di mettere in campo azioni concrete di supporto, tutela e valorizzazione dei prodotti a marchio italiano. Se guardiamo all’export è impensabile continuare a mantenere competenze suddivise tra Esteri, Politiche Agricole e Sviluppo Economico». Dinoi prosegue: «Occorre aggiungere iniziative formative e informazione ad ampio raggio sulle opportunità offerte a livello internazionale, ma anche campagne promozionali mirate, contrasto al fenomeno dell’italian sounding».
E’ necessario ridare merito alle eccellenze italiane, su cui le ombre della concorrenza sono diventate oramai intollerabili. Ricordiamo che le piccole e medie imprese costituiscono la maggior parte del tessuto economico della nostra Nazione e vivono di Made in Italy. Se non vogliamo che sia solo un ricordo, è il momento di valutare azioni concrete e ridare slancio alle nostre eccellenze.
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